Disponibilità: Disponibile

Vita appesa

Autore: Atef Abu Saif
ISBN: 9791281852129

 22,00

A cura di Giacomo Longhi Alberti

Traduzione dall’arabo diLorenzo Declich e Daniele Mascitelli

Foto in copertina: Pietro Masturzo, Un cavallo galoppa lungo il muro che divide Israele dai territori occupati,Cisgiordania 2013.

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Descrizione

In un campo profughi della Striscia di Gaza, la vita di Na‘im, tipografo che stampa i manifesti dei giovani martiri, viene spezzata da un proiettile. La sua morte segna l’inizio di una storia che intreccia tragedia privata e destino collettivo: il figlio Salim, rientrato dall’Italia dove lavora come ricercatore, deve fare i conti con un passato che credeva di aver lasciato alle spalle e un presente che lo reclama.

Tra la fidanzata di un tempo, Giaffa, e l’inattesa ricomparsa di Nataly, ex compagna ora giornalista, Salim si muove in un labirinto di affetti, lutti e scelte difficili. Attorno a lui prendono forma le vicende degli amici di sempre – chi sceglie la resistenza, chi una carriera nel grande «panificio di notizie» che è Gaza, chi sogna l’estero, chi scala le gerarchie del potere – mentre il passato riaffiora nei racconti della vecchia generazione, fatti di sconfitte e tenacia.

Dal ricordo della Nakba alle Intifade, dalle serate letterarie nei caffè alle prigioni, dai tunnel sotterranei all’economia dell’assedio, dalla speculazione edilizia ai movimenti di protesta civile, il romanzo ci trascina negli ingranaggi di Gaza, una «macchina della vita» capace di produrre non solo cronaca, ma anche storie d’amore, di amicizia e di famiglie divise da una geografia sempre più stretta.

Un racconto di ritorni e separazioni, in cui ogni scelta diventa testimonianza di appartenenza. Appeso tra fuga e radici, il destino di Salim lascia al lettore l’eco di una domanda universale: cosa significa davvero tornare a casa?

Finalista del Premio internazionale di narrativa araba

 

Recensioni

Vita appesa di Atef Abu Saif: letture critiche dalla stampa e dai blog

Pubblicato da Polidoro Editore nella collana Disorientanti, Vita appesa di Atef Abu Saif, tradotto dall’arabo da Lorenzo Declich e Daniele Mascitelli e curato da Giacomo Longhi Alberti, racconta il ritorno di Salim a Gaza dopo la morte del padre Na‘im, tipografo che per anni ha stampato i manifesti commemorativi dei giovani palestinesi uccisi. Attraverso una struttura corale che attraversa più generazioni, il romanzo intreccia vicende private e storia collettiva, componendo un affresco della società palestinese dagli anni della Nakba fino al presente. La memoria, il lutto, la famiglia e il rapporto tra individuo e comunità costituiscono il cuore di una narrazione che osserva Gaza dall’interno delle vite quotidiane.

6 settembre 2025 – Festivaletteratura: La guerra dell’oblio

Nel corso di Festivaletteratura, Atef Abu Saif riflette sul rapporto tra memoria e distruzione, uno dei temi che attraversano l’intera sua opera narrativa. L’incontro mette in evidenza come la guerra non colpisca soltanto le persone e gli edifici, ma anche il patrimonio simbolico di una comunità: archivi, biblioteche, ricordi familiari e luoghi della memoria. Le considerazioni dell’autore dialogano direttamente con Vita appesa, dove il passato rappresenta un elemento indispensabile per comprendere il presente e immaginare il futuro. L’intervento restituisce inoltre il contesto culturale e umano entro cui nasce il romanzo, mostrando come la scrittura diventi uno strumento per opporsi alla cancellazione delle esperienze individuali e collettive.

Fonte: FestivaletteraturaAttachment.tiff

21 settembre 2025 – Il Fatto Quotidiano: Gaza e la guerra contro la memoria

Nell’articolo firmato da Shady Hamadi, Atef Abu Saif racconta la distruzione della propria abitazione e della biblioteca costruita nel corso di una vita. Il contributo si concentra sul significato culturale della perdita e sul tentativo di cancellare non soltanto le persone ma anche la memoria che esse custodiscono. Molti dei temi affrontati nell’intervista trovano una corrispondenza diretta in Vita appesa: il rapporto tra le generazioni, la conservazione dei ricordi e la necessità di dare voce alle esistenze ordinarie travolte dalla storia. Hamadi mette in luce la capacità dello scrittore palestinese di raccontare la tragedia collettiva attraverso dettagli concreti e vicende individuali, evitando qualsiasi riduzione propagandistica o retorica.

Fonte: Il Fatto QuotidianoAttachment.tiff

1 ottobre 2025 – RSI: La memoria come resistenza

L’emittente svizzera dedica un approfondimento ad Atef Abu Saif in occasione della pubblicazione italiana del romanzo. Al centro dell’intervento emerge il ruolo della memoria come forma di resistenza contro la frammentazione prodotta dalla guerra e dall’occupazione. Abu Saif descrive la scrittura come uno spazio in cui le esperienze individuali possono trasformarsi in racconto collettivo, restituendo complessità a una realtà spesso ridotta a cronaca o statistica. L’articolo evidenzia come Vita appesa riesca a intrecciare la storia di una famiglia con quella dell’intera società palestinese, mostrando il legame profondo tra biografia personale e destino collettivo.

Fonte: RSIAttachment.tiff

3 dicembre 2025 – Il Manifesto: Oltre la distruzione delle vite

Nella lunga intervista pubblicata dal quotidiano, Abu Saif affronta il tema della distruzione del patrimonio culturale palestinese. Lo scrittore osserva come le guerre contemporanee non colpiscano soltanto le vite umane ma anche biblioteche, archivi, opere d’arte e luoghi simbolici. L’intervento offre una chiave di lettura importante per comprendere Vita appesa, romanzo che racconta Gaza a partire dalle relazioni familiari, dal lavoro, dai lutti e dalle trasformazioni della vita quotidiana. L’attenzione si concentra sulla dimensione umana dell’esperienza palestinese e sulla necessità di preservare una memoria condivisa anche nei momenti di maggiore devastazione.

Fonte: Il ManifestoAttachment.tiff

6 dicembre 2025 – Fondazione Enrico Berlinguer: Un romanzo corale su Gaza

La recensione propone una lettura del libro come grande affresco della società palestinese contemporanea. L’autore dell’articolo sottolinea la capacità di Abu Saif di seguire più generazioni e di collegare la storia privata dei personaggi ai grandi eventi che hanno segnato la Palestina negli ultimi decenni. Particolare attenzione viene dedicata al personaggio di Salim e al suo ritorno a Gaza, interpretato come un confronto con le proprie radici e con una memoria familiare che continua a influenzare il presente. Il romanzo viene apprezzato soprattutto per la sua capacità di restituire profondità umana a una realtà spesso raccontata esclusivamente in termini geopolitici.

Fonte: Fondazione Enrico BerlinguerAttachment.tiff

2 febbraio 2026 – Rai Radio 3: Una storia privata dentro la storia collettiva

La trasmissione Letture alla radio dedica una puntata a Vita appesa, proponendo alcuni estratti del romanzo e introducendone i temi principali. La presentazione insiste sull’equilibrio tra dimensione privata e dimensione storica, mostrando come le vicende di una singola famiglia diventino il punto di osservazione privilegiato per raccontare decenni di storia palestinese. Viene inoltre ricordato il percorso internazionale dell’opera e il riconoscimento ottenuto nel panorama letterario arabo. L’attenzione si concentra soprattutto sulla costruzione corale del racconto e sulla capacità di Abu Saif di dare voce a personaggi appartenenti a generazioni differenti.

Fonte: Rai Radio 3Attachment.tiff

11 febbraio 2026 – Il posto delle parole: Gli ingranaggi della vita quotidiana

Nel corso di una conversazione dedicata al volume, Giacomo Longhi Alberti approfondisce alcuni aspetti della costruzione narrativa di Vita appesa. L’attenzione si concentra sulla pluralità dei personaggi e sulla capacità dell’autore di raccontare la vita quotidiana di Gaza senza ridurla a semplice sfondo politico. Famiglia, lavoro, amicizia, lutto e desiderio di futuro convivono con gli eventi storici, contribuendo a costruire un’immagine della società palestinese fatta di conflitti, aspirazioni e contraddizioni. Il contributo evidenzia come il romanzo riesca a raccontare la complessità di una comunità senza rinunciare alla dimensione narrativa e umana delle singole vicende.

Fonte: Il posto delle paroleAttachment.tiff

Primavera 2026 – Culturificio: Una vita sospesa tra attesa e resistenza

La recensione di Susanna Ralaima interpreta il titolo del romanzo come una definizione dell’esperienza vissuta dai suoi personaggi. La sospensione non riguarda soltanto la precarietà materiale, ma investe il tempo stesso, continuamente interrotto da guerre, assedi e perdite. Il contributo sottolinea come Abu Saif riesca a raccontare la dimensione politica attraverso le relazioni umane e la vita quotidiana, evitando semplificazioni ideologiche e privilegiando la concretezza delle esperienze individuali. Ne emerge il ritratto di una comunità che continua a costruire legami, significati e prospettive di futuro nonostante l’instabilità che la circonda.

Fonte: CulturificioAttachment.tiff

Conclusione

Le letture dedicate a Vita appesa convergono nel riconoscere al romanzo la capacità di raccontare Gaza attraverso le vite delle persone che la abitano. Recensioni, interviste e approfondimenti insistono sulla centralità della memoria, sul rapporto tra storia e quotidianità e sulla dimensione corale della narrazione. Più che un romanzo sul conflitto, Vita appesaappare come un romanzo sulle conseguenze del conflitto nelle relazioni umane, nelle famiglie e nei luoghi della memoria. È proprio questa attenzione alla complessità delle esistenze individuali che ha portato molti commentatori a considerarlo una delle testimonianze narrative più significative sulla Palestina contemporanea.

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