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Un cuore debole

ISBN: 9791281852211

 10,00

Prefazione di Giuseppe Andrea Liberti

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Descrizione

Apparso per la prima volta nel 1848 sulla rivista Annali patrii (Otečestvennye Zapiski), Un cuore debole è uno dei romanzi giovanili di Fëdor Dostoevskij.
Il breve romanzo narra dell’amicizia tra due giovani, Vassia e Arcadio – colleghi e coinquilini – e in particolare del tentativo di Arcadio di allontanare Vassia dall’abisso psichico a cui l’ha condotto un’improvvisa felicità.

Recensioni

Cuore debole di Fëdor Dostoevskij: letture critiche dalla stampa e dai blog

Due giovani impiegati condividono un modesto appartamento nella Pietroburgo zarista. Uno di loro, Vassia Šumkov, vede finalmente realizzarsi il sogno di una vita: l’amore, un futuro matrimonio e il riconoscimento del proprio lavoro. Ma quella felicità tanto attesa si trasforma presto in un peso insostenibile, fino a trascinarlo verso la follia.

Scritto nel 1848 e pubblicato nello stesso anno sulla rivista russa Otečestvennye zapiski, Cuore debole appartiene alla prima stagione creativa di Fëdor Dostoevskij. Riproposto da Polidoro Editore in una nuova traduzione e con la prefazione di Giuseppe Andrea Liberti, il racconto anticipa molti dei grandi temi dell’autore russo: il senso di colpa, la fragilità dell’individuo, il conflitto tra felicità e sofferenza e la compassione verso gli ultimi.

5 giugno 2020 – Culturificio: Cronache di un indegno sognatore

Sara Gargano legge Cuore debole come uno dei racconti più rappresentativi del primo Dostoevskij, definendolo un vero e proprio “compendio del pensiero dostoevskijano”. Al centro della vicenda vi è Vassia, giovane copista schiacciato dalle aspettative di una società burocratica e incapace di accettare la felicità che improvvisamente gli viene concessa.

Culturificio sottolinea come il vero protagonista del racconto sia il conflitto interiore del personaggio. La gioia per il matrimonio imminente e per il riconoscimento lavorativo si trasforma progressivamente in un senso di indegnità che lo conduce alla rovina. La scrittura, ridotta a semplice copiatura e simbolo dell’alienazione burocratica, diventa il luogo in cui la felicità si dissolve e lascia spazio al delirio.

La recensione insiste sull’importanza dell’amicizia tra Vassia e Arcadio, che accompagna il lettore nella lenta scoperta della malattia del protagonista. Pietroburgo appare come una città visionaria, sospesa tra sogno e realtà, dove la follia sembra annidarsi dietro ogni angolo e dove la compassione diventa l’unica possibile risposta al dolore umano.

Fonte: Culturificio

6 giugno 2020 – Eroica Fenice: La felicità come condanna

Eroica Fenice concentra la propria attenzione sul ritmo narrativo del racconto e sulla psicologia del protagonista. Fin dalle prime pagine, l’andamento rapido e quasi convulso dei dialoghi riflette l’inquietudine di Vassia, il cui continuo agitarsi non nasce dal lavoro da svolgere, ma da un tormento interiore molto più profondo.

L’articolo richiama la prefazione di Giuseppe Andrea Liberti, che inserisce Vassia nella galleria dei “sognatori” dostoevskiani inaugurata da Le notti bianche. Come il protagonista di quel celebre racconto, anche Vassia vive la felicità come un momento destinato inevitabilmente a svanire. La beatitudine non rappresenta un approdo definitivo, ma un’epifania tanto intensa quanto fragile, impossibile da trattenere.

Proprio l’incapacità di sostenere il peso della propria felicità rende Vassia uno dei primi grandi “cuori deboli” della letteratura moderna: un personaggio che anticipa la figura del sognatore e dell’inetto novecentesco, incapace di conciliare desiderio e realtà.

Fonte: Eroica Fenice

1 Giugno 2020 – Sul Romanzo: Un piccolo capolavoro del primo Dostoevskij

Presentando la nuova edizione del racconto, Sul Romanzo sottolinea come Cuore debole rappresenti uno dei testi fondamentali della prima produzione dostoevskiana. Attraverso la vicenda di Vassia, Dostoevskij affronta temi destinati a ritornare in tutta la sua opera: il senso di colpa, la dignità degli umili, la fragilità della coscienza e il sottile confine tra lucidità e follia.

La nuova edizione, curata da Antonio Esposito e introdotta dalla prefazione di Giuseppe Andrea Liberti, restituisce ai lettori italiani un racconto breve ma densissimo, nel quale è già possibile riconoscere la straordinaria profondità psicologica che renderà Dostoevskij uno dei grandi maestri della letteratura mondiale.

Fonte: Sul Romanzo

Conclusione

Le letture dedicate a Cuore debole convergono nel riconoscere il racconto come una delle opere più significative del primo Dostoevskij.

Più che una storia d’amore o di follia, il testo viene interpretato come una riflessione sulla fragilità dell’essere umano e sull’impossibilità di sostenere una felicità percepita come immeritata. Attraverso la figura di Vassia, Dostoevskij inaugura quella galleria di personaggi vulnerabili, tormentati e profondamente umani che diventeranno il tratto distintivo della sua narrativa e uno dei lasciti più duraturi della letteratura moderna.

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