Disponibilità: Disponibile

Stella Madre

ISBN: 9788885737983

 18,00

Traduzione di Alberto Bile Spadaccini

Illustrazione di Adriano Corbi

Vuoi uno sconto? Diventa socio!

Descrizione

Su un vetro che lo separa da un cielo prossimo all’alba, un ragazzo guarda la foto di sua madre. Nessuno sa dove sia né perché se ne sia andata, lasciandolo a vivere da solo in un appartamento di un vecchio condominio. Ad accompagnarlo nella tristezza di non vederla più tornare ci sono le vicine, Luz Bella e Madrecita, con cui condivide un rapporto meraviglioso, pieno di allegria e solidarietà, in un tempo che sembra fondersi in un unico lunghissimo giorno scandito dalla quotidianità del quartiere, dalle difficoltà economiche, dai lavori interminabili del cantiere di operai davanti al palazzo, dal sorgere e tramontare del sole e della luna, metafore del rapporto tra madre e figlio, specchio in cui si riflette e si moltiplica la luce della stella madre.

Con Stella madre Giuseppe Caputo ha scritto una lunga fiaba che è una straordinaria poetica della precarietà e della resistenza. I personaggi, fragilissimi, cercano di riempire il vuoto con immagini, simboli, unendosi come rimedio contro la solitudine. Sul limite incerto tra desolazione e tenerezza, il romanzo è soprattutto il racconto dell’assenza della madre – dell’onnipresenza di una madre sfocata, di una madre fantasma – la cui figura è desacralizzata senza giudizio in quello che appare come un lungo addio: dove gli addii sono anche rinascite e sempre, dopo di loro, possiamo abbracciare, pensare e perfino creare un mondo diverso.

 

Recensioni

Stella madre di Giuseppe Caputo: letture critiche dalla stampa e dai blog

C’è un figlio che aspetta sua madre. Nessuno sa dove sia andata, né perché se ne sia andata. Intorno a lui resta una città immaginaria, vicina alle montagne, abitata da vicine, fantasmi quotidiani, consolazioni e mancanze. Pubblicato da Polidoro Editore nella collana I Selvaggi e tradotto da Alberto Spadaccini Bile, Stella madre di Giuseppe Caputo è un romanzo sull’abbandono, ma anche sulla forza con cui una comunità può tenere in vita chi rischia di crollare. Dopo Un mondo orfano, Caputo torna a raccontare gli affetti primari — prima il padre, poi la madre — con una lingua tenera, visionaria e dolorosa, capace di trasformare la povertà, la solitudine e l’attesa in una specie di fiaba buia sulla resistenza.

22 settembre 2020 – Caracol Radio: Una madre assente, un figlio che aspetta

In occasione dell’uscita colombiana di Estrella madre, Caracol Radio presenta il romanzo come la storia di un uomo che attende il ritorno della madre e attraversa, dentro quell’attesa, una forma radicale di solitudine. Il contributo insiste sul nucleo emotivo del libro: non il mistero della scomparsa, ma ciò che l’assenza produce in chi resta. La figura materna non è trattata come semplice origine o rifugio, ma come un vuoto attorno al quale il protagonista costruisce giornate, ricordi e domande. Già da questa presentazione emerge uno dei motivi più forti del romanzo: Caputo non racconta l’abbandono come un trauma immobile, ma come una condizione che costringe a inventare nuovi modi di sopravvivere.

Fonte: Caracol RadioAttachment.tiff

25 settembre 2020 – Canal Trece: Raggiungere una stella

Nell’intervista pubblicata da Canal Trece, Giuseppe Caputo racconta Estrella madre come un libro speculare a Un mondo orfano. Se il primo romanzo ruotava intorno al rapporto con il padre, qui il centro è la madre: la sua assenza, la sua luce lontana, la sua impossibilità di essere posseduta. Il dialogo mette in evidenza anche il ruolo della musica e dell’immaginazione nella costruzione del romanzo: Caputo parla del libro come di una lunga variazione sull’attesa, sul desiderio di protezione e sulla necessità di inventare immagini abbastanza forti da reggere il dolore. Ne viene fuori un romanzo che non cerca di spiegare l’abbandono, ma di abitare il vuoto che lascia.

Fonte: Canal TreceAttachment.tiff

17 ottobre 2021 – Gaceta / El País Colombia: L’immaginazione come barricata

Nel dialogo con Luis Carlos Bermeo Gamboa, Caputo viene raccontato come uno scrittore capace di costruire universi popolati da personaggi eccentrici e tenerissimi, spesso segnati dalla povertà materiale e dall’indifferenza sociale. L’articolo mette in relazione Un mondo orfano e Estrella madre, riconoscendo in entrambi i romanzi una stessa fiducia nell’immaginazione come forma di resistenza. In Stella madre, questa resistenza passa attraverso l’attesa del protagonista e il legame con le vicine, figure che trasformano la solitudine in comunità. È una chiave di lettura preziosa: il romanzo non cancella la miseria, ma la attraversa con una lingua capace di produrre calore, visioni e riparo.

Fonte: Gaceta / El País ColombiaAttachment.tiff

7 gennaio 2022 – Babelia / El País: Desacralizzare la maternità

La recensione di Carlos Zanón su Babelia, supplemento culturale di El País, è una delle letture più importanti dedicate al romanzo. Zanón mette al centro la forza con cui Caputo affronta la maternità senza idealizzarla. La madre non è una figura santa, né una colpevole da condannare: è un’assenza complessa, dolorosa, umana. Il figlio abbandonato resta al centro del libro, ma il romanzo evita ogni ricatto sentimentale. Proprio qui sta una parte della sua potenza: Stella madreracconta il dolore di chi aspetta senza trasformare la madre in un mostro. Caputo costruisce così un libro sulla mancanza, ma anche sulla possibilità di immaginare una speranza non consolatoria.

Fonte: El PaísAttachment.tiff

2022 – Estudios de Literatura Colombiana: Una fiaba della precarietà

La recensione pubblicata su Estudios de Literatura Colombiana colloca Estrella madre dentro il percorso narrativo di Caputo, legandolo a Un mundo huérfano e alla costruzione di un immaginario fatto di vulnerabilità, desiderio e forme alternative di famiglia. L’articolo legge il romanzo come una storia di abbandono, ma anche come una riflessione sulla fragilità sociale dei personaggi, sul bisogno di protezione e sulla capacità della comunità di creare legami dove la famiglia biologica si è incrinata. Il protagonista vive dentro una sospensione quasi fiabesca: aspetta, immagina, ricorda, si lascia sostenere dalle vicine. La precarietà non viene nascosta, ma diventa la materia da cui Caputo costruisce una lingua piena di tenerezza e ombre.

Fonte: Estudios de Literatura ColombianaAttachment.tiff

5 giugno 2022 – Latin American Literature Today: Uscire dalla torre dell’attesa

La recensione di Andrea Salgado per Latin American Literature Today individua nel romanzo un movimento decisivo: il passaggio dall’attesa alla possibilità di respirare di nuovo la realtà. Secondo questa lettura, Stella madre non è soltanto la storia di un figlio abbandonato, ma il racconto di qualcuno che deve smettere di vivere dentro una torre di illusioni costruita per sopravvivere al dolore. Il punto non è cancellare l’assenza della madre, ma trovare un modo per non esserne interamente divorati. La recensione valorizza proprio questa “risignificazione della speranza”: Caputo non offre una consolazione semplice, ma una forma di uscita, fragile e luminosa, dalla prigione dell’attesa.

Fonte: Latin American Literature TodayAttachment.tiff

2 novembre 2024 – CriticaLetteraria: Il nuovo romanzo di Giuseppe Caputo

La recensione italiana di CriticaLetteraria si concentra sulla voce del protagonista e sulla particolare costruzione della sua percezione del mondo. La scrittura di Caputo viene letta come una lingua fatta di ripetizioni, dettagli e immagini ricorrenti, capace di restituire la confusione e la vulnerabilità di un figlio lasciato solo. L’articolo sottolinea come il romanzo non proceda per grandi colpi di scena, ma per accumulo emotivo: la tristezza, il conforto delle vicine, l’attesa e la domanda sul ritorno della madre diventano il centro di una narrazione intima e visionaria. È una lettura utile per avvicinare il pubblico italiano a un libro che lavora più sulla voce, sull’atmosfera e sulla ferita che sulla trama tradizionale.

Fonte: CriticaLetterariaAttachment.tiff

Conclusione

Le letture dedicate a Stella madre mostrano un romanzo difficile da ridurre a una sola definizione. È una storia sull’abbandono, certo, ma anche sulla comunità, sull’immaginazione e sulla necessità di trovare riparo quando la famiglia non basta più. La critica straniera ha insistito soprattutto sulla capacità di Caputo di desacralizzare la maternità e di raccontare il dolore senza trasformarlo in melodramma. Le letture italiane hanno messo in evidenza la forza della sua lingua, fatta di ripetizioni, immagini e tenerezza. Chi ha amato Un mondo orfano ritroverà qui la stessa intensità emotiva, ma spostata verso un’altra assenza: non più il padre, ma la madre; non più soltanto il corpo e il desiderio, ma l’attesa, la casa, le vicine, la possibilità ostinata di restare vivi anche quando la stella che ci ha generati sembra essersi allontanata.

Informazioni aggiuntive

Autore

Recensioni

Non ci sono ancora discussioni.

Risonanze

Recensisci per primo “Stella Madre”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *