Setole di Hilary Tiscione: letture critiche dalla stampa e dai blog
Una villa con piscina alle Hawaii. Un padre scomparso senza lasciare spiegazioni. Una madre che si disgrega sotto il peso dell’abbandono. Una ragazza che osserva il mondo degli adulti mentre l’infanzia le scivola lentamente dalle mani.
Pubblicato da Polidoro Editore nella collana Interzona, Setole è il secondo romanzo di Hilary Tiscione dopo Liquefatto. Ambientato nell’arco di un solo mese, scandito in trentuno capitoli come i giorni di agosto, il libro costruisce un microcosmo sospeso e febbrile dove desiderio, perdita e crescita convivono all’interno di una grande villa che finisce per assomigliare tanto a un rifugio quanto a una prigione. La critica italiana ha accolto il romanzo come uno degli esordi più interessanti della nuova narrativa italiana legata ai territori liminali tra letteratura, cinema e immaginario pop.
5 maggio 2024 – La Lettura / Corriere della Sera: Papà se n’è andato e mamma rovina tutto
Il primo grande riconoscimento arriva dalle pagine della Lettura. Alessandro Beretta legge Setole come un romanzo di formazione rovesciato, in cui il passaggio all’età adulta non coincide con una conquista ma con la scoperta della fragilità degli adulti stessi. Al centro del libro c’è Lena, adolescente costretta a muoversi tra l’assenza del padre Al, musicista celebre scomparso nel nulla, e la deriva emotiva della madre Mira.
Beretta insiste sulla qualità cinematografica della scrittura di Tiscione: i dialoghi rapidi, l’uso dei dettagli visivi, la costruzione delle scene ricordano più il montaggio di un film che la narrativa italiana tradizionale. Il riferimento evocato dal pezzo è quello delle atmosfere sospese di Sofia Coppola, ma la recensione sottolinea soprattutto la capacità dell’autrice di raccontare il dolore senza sentimentalismi e senza facili consolazioni.
Fonte: La Lettura / Corriere della Sera
24 luglio 2024 – Il Foglio: Agosto è un mese sospeso
Michele Silenzi firma probabilmente il contributo critico più importante dedicato al romanzo dopo la recensione del Corriere. Per il Foglio l’estate di Setole è una lunga sospensione in cui il tempo sembra essersi fermato e i personaggi continuano a orbitare attorno all’assenza di Al come pianeti privati del proprio sole.
La recensione mette in evidenza la particolare struttura del libro: più che la trama contano i movimenti emotivi dei personaggi, le loro collisioni, i desideri e le paure che attraversano gli spazi della villa. Silenzi parla di un «linguaggio rotondo» e di una narrazione che «volteggia», sostenuta da immagini capaci di accostare elementi lontani e di trasformare il paesaggio tropicale in uno stato mentale.
Particolarmente interessante è il parallelo con il pensiero di Kant e con il tema dell’uscita dall’infanzia: la crescita di Lena viene letta come una difficile educazione sentimentale e morale, segnata dalla scoperta che gli adulti non possiedono le risposte che sembravano avere.
Fonte:Il Foglio![Attachment.tiff]()
18 maggio 2024 – Carmilla: Variazioni pop nell’Interzona
Nel saggio dedicato alla narrativa della collana Interzona, Franco Pezzini inserisce Setole all’interno di una riflessione più ampia sulle forme contemporanee del gotico e del perturbante. Il romanzo viene letto come una variazione pop sul tema della casa infestata: non ci sono fantasmi né presenze soprannaturali, ma l’assenza di Al finisce per infestare ogni stanza della villa e ogni relazione tra i personaggi.
Pezzini sottolinea inoltre il dialogo del libro con il cinema e con una certa estetica della malinconia adolescenziale, individuando nella contaminazione tra registri e linguaggi una delle caratteristiche più interessanti della scrittura di Tiscione.
Fonte:Carmilla![Attachment.tiff]()
29 maggio 2024 – Critica Letteraria: Verità, vergogna e linguaggio
L’intervista pubblicata da Critica Letteraria permette di entrare direttamente nel laboratorio dell’autrice. Tiscione racconta il rapporto tra esperienza personale e finzione narrativa, il ruolo della vergogna nella costruzione dei personaggi e il tentativo di trovare una lingua capace di restituire colori, odori e consistenze fisiche senza perdere precisione.
Emerge soprattutto una concezione della scrittura come gesto corporeo e sensoriale, molto vicina alla dimensione cinematografica che numerosi recensori hanno riconosciuto al romanzo.
Fonte:Critica Letteraria![Attachment.tiff]()
13 febbraio 2025 – Magma Magazine: Amore che graffia
La recensione di Magma si concentra sul simbolo che dà il titolo al libro. Le setole diventano tracce, graffi, residui lasciati dagli affetti e dai traumi. L’articolo insiste sulla natura quasi claustrofobica della villa e sulla capacità dell’autrice di trasformare un luogo apparentemente paradisiaco in una gabbia emotiva da cui i personaggi cercano inutilmente di fuggire.
Fonte:Magma Magazine![Attachment.tiff]()
Luglio 2024 – Il Randagio: Anime intrappolate in una villa tropicale
Il contributo di Gigi Agnano insiste soprattutto sulla dimensione corale del romanzo e sulla figura di Lena, osservatrice privilegiata della crisi degli adulti che la circondano. L’assenza del padre diventa il vuoto gravitazionale attorno a cui ruotano tutte le relazioni del libro, mentre il caldo dell’estate e l’isolamento della villa contribuiscono a trasformare il romanzo in una lunga attesa senza soluzione.
Fonte:Il Randagio![Attachment.tiff]()
Conclusione
Le letture dedicate a Setole sembrano convergere su un punto: Hilary Tiscione ha scritto un romanzo sull’assenza.
L’assenza di un padre, certo, ma anche quella delle certezze dell’infanzia, dell’idea che gli adulti sappiano sempre cosa fare e della convinzione che esistano luoghi davvero capaci di proteggerci dal dolore.
La villa delle Hawaii diventa così un piccolo universo chiuso dove ogni personaggio è costretto a fare i conti con ciò che ha perso e con ciò che non riuscirà più a recuperare.
E forse è proprio questo il significato delle setole del titolo: qualcosa che accarezza e ferisce nello stesso momento, lasciando addosso una traccia difficile da cancellare.
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