Se il diavolodi Gianluca Barbera: cosa ne ha detto la critica
Cosa succede quando uno scrittore decide di raccontare non l’opera di uno scrittore, ma il prezzo umano che quell’opera ha richiesto?
Con Se il diavolo, Gianluca Barbera sceglie di entrare nella vita di Georges Simenon dal lato meno celebrativo e più inquieto: la scrittura come ossessione, il successo come condanna, la letteratura come patto faustiano.
Pubblicato da Polidoro Editore nella collana Interzona, il romanzo immagina e ricostruisce alcuni dei momenti decisivi della vita del padre di Maigret, interrogandosi su un mistero che continua ad affascinare lettori e biografi: da dove arrivava davvero quella capacità quasi sovrumana di scrivere? E quanto è costata?
17 marzo 2023 — Il Giornale: l’ergastolo letterario di Simenon
Il primo grande riconoscimento arriva dalle pagine culturali del Giornale, dove Daniele Abbiati firma probabilmente la lettura critica più importante dedicata al romanzo.
Il titolo è già una dichiarazione d’intenti:
«L’imputato Simenon viene condannato all’ergastolo letterario».
Abbiati legge il libro come una sorta di processo immaginario intentato a Simenon dalla propria coscienza, una biografia romanzata che abbandona la cronaca per cercare qualcosa di più sfuggente e profondo: il rapporto tra talento e dannazione.
Il critico insiste soprattutto su un punto: il vero protagonista del romanzo non è il creatore di Maigret ma la scrittura stessa, vissuta come forza divorante e totalizzante.
Fonte: Il Giornale, 17 marzo 2023.
30 agosto 2023 — Il Foglio: le forze della terra
Nel breve ma densissimo contributo pubblicato dal Foglio, Carlo Crosato individua il nucleo simbolico del romanzo nel rapporto quasi fisico che Simenon intrattiene con la scrittura.
Il pezzo parla esplicitamente di una forza oscura e tellurica che attraversa il protagonista e lo spinge a scrivere contro ogni logica e contro ogni possibilità di equilibrio personale.
La letteratura non appare più come vocazione o mestiere ma come possessione.
Crosato osserva come il Simenon immaginato da Barbera finisca per assomigliare ai propri personaggi: uomini travolti da pulsioni, desideri e ossessioni che non riescono realmente a governare.
Fonte: Il Foglio, 30 agosto 2023.
Dicembre 2023 — Avvenire: autoritratti nascosti nell’opera
Tra gli articoli più interessanti dedicati al libro c’è anche il lungo approfondimento pubblicato da Avvenire all’interno dello speciale dedicato alle biografie romanzate e agli autoritratti nascosti nella narrativa.
L’articolo colloca il lavoro di Barbera accanto ai libri dedicati a Simone de Beauvoir, Mishima e altri grandi autori del Novecento, sottolineando la capacità del romanzo di utilizzare la forma della biografia immaginaria per interrogare il rapporto tra autore e opera.
Il punto decisivo, secondo Avvenire, è che ogni romanzo contiene inevitabilmente una confessione involontaria del proprio autore.
Nel caso di Simenon, questa confessione sembra attraversare centinaia di libri e migliaia di personaggi.
Fonte: Avvenire, 17 dicembre 2023.
Lucialibri – Gianluca Barbera racconta il suo Simenon
Tra gli approfondimenti online più interessanti c’è quello pubblicato da Lucialibri, che insiste sul carattere quasi metafisico della domanda posta dal romanzo:
il talento è un dono o una maledizione?
L’articolo sottolinea come Barbera eviti accuratamente sia l’agiografia sia la demolizione del personaggio, scegliendo invece di abitare le sue contraddizioni: il padre affettuoso e l’uomo incapace di amare, il professionista rigoroso e il compulsivo, il genio e il bugiardo.
Rai Radio 3 – Fahrenheit: intervista a Gianluca Barbera
Il passaggio a Fahrenheit rappresenta probabilmente uno dei momenti più significativi della ricezione pubblica del libro.
Nel corso della trasmissione Barbera torna sul motivo originario del romanzo: l’impossibilità di spiegare razionalmente il fenomeno Simenon.
Scrivere duecento romanzi non è una questione di disciplina.
Forse non è nemmeno una questione di talento.
È qualcosa che assomiglia molto di più a una forma di possessione.
Simenon e il patto col diavolo
Quasi tutte le recensioni dedicate al libro finiscono per convergere sulla stessa intuizione:
Se il diavolo non è una biografia di Georges Simenon.
È un romanzo sulla creazione artistica.
Sul prezzo che si paga per trasformare la vita in letteratura.
Sulla possibilità che ogni grande scrittore, prima o poi, debba decidere cosa sacrificare sull’altare della propria opera.
Conclusione
Barbera prende uno degli scrittori più prolifici del Novecento e lo trasforma nel protagonista di un romanzo gotico sulla vocazione letteraria.
Il risultato non è un libro su Simenon.
È un libro su tutti coloro che hanno sentito almeno una volta il bisogno di scrivere.
E si sono chiesti se quel bisogno fosse davvero una scelta.
Oppure qualcos’altro.
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