Sciamani elettrici alla festa del sole di Mónica Ojeda: letture critiche dalla stampa italiana e internazionale
Pubblicato da Polidoro nel 2025, Sciamani elettrici alla festa del sole porta in Italia uno dei romanzi più discussi della recente narrativa ispanoamericana di Mónica Ojeda. Il libro segue Noa e altri giovani in viaggio verso il festival Rumore Solare, alle pendici del Chimborazo, in una narrazione che intreccia ricerca del padre, musica, droghe, miti andini, violenza urbana e trasformazione del corpo.
15 marzo 2024 – Babelia / EL PAÍS: un romanzo iniziatico, corale e visionario
La recensione pubblicata su Babelia presenta Chamanes eléctricos en la fiesta del sol come una “novela ambiciosa y deslumbrante” fondata su un vero e proprio terrore iniziatico. Il pezzo riassume il romanzo come la storia di un gruppo di giovani che raggiunge il Chimborazo per celebrare l’Inti Raymi tra musica sperimentale, droghe e riti ancestrali, mentre la vicenda di Noa si costruisce come una ricerca del padre e, insieme, come un percorso di abbandono di sé e delle proprie origini immediate. La recensione insiste anche sulla struttura corale del libro, affidata a un insieme di voci che ricompongono la storia della protagonista.
Fonte: Babelia / EL PAÍS.
1 maggio 2024 – Letras Libres: cantare, raccontare e ballare nella Cordigliera
Nel contributo uscito su Letras Libres, il romanzo viene riassunto come una grande traversata corale nella mistica cordigliera andina, divisa in sette sezioni e animata da un intreccio di canto, racconto e danza. La recensione mette in evidenza soprattutto il movimento collettivo del libro, il suo respiro corale e il modo in cui la narrazione accompagna i personaggi dentro una geografia segnata da vulcani, montagne e forze naturali. Più che isolare un solo nucleo narrativo, il pezzo sottolinea la capacità del romanzo di tenere insieme ritualità, viaggio e trance in una forma molto compatta.
Fonte: Letras Libres.
30 maggio 2024 – EL PAÍS América: letteratura, musica e perdita di orientamento
Nel testo di Emiliano Monge pubblicato su EL PAÍS América, Chamanes eléctricos en la fiesta del sol viene accostato alla musica e presentato come un libro in cui ascolto, delirio, gozo e perdita di senso aprono a nuove forme di percezione. Il contributo non si concentra tanto su una sintesi della trama, quanto sul modo in cui il romanzo trasforma l’esperienza musicale in esperienza letteraria, facendo del ritmo, dello smarrimento e del corpo alcuni dei suoi elementi decisivi. Ne emerge la lettura di un libro in cui la narrazione accompagna il lettore dentro uno stato di intensità sensoriale e di spaesamento.
Fonte: EL PAÍS América.
27 aprile 2025 – il manifesto: un viaggio iniziatico tra coro di voci e neogotico andino
La recensione pubblicata su il manifesto legge Sciamani elettrici alla festa del sole come un romanzo costruito attorno a due grandi assi: il viaggio iniziatico e la focalizzazione multipla. Il pezzo presenta il libro come la storia di un gruppo di ragazzi che lascia la costa ecuadoriana sconvolta dalla violenza urbana per partecipare al festival Rumore Solare, dove musica, pratiche sciamaniche, mitologie andine e abbandoni familiari si intrecciano in una dimensione collettiva. La recensione mette inoltre in rilievo il ruolo delle “cantoras”, che accompagnano il percorso di Noa e collegano la sua vicenda personale a un orizzonte più ampio e corale.
Fonte: il manifesto.
7 dicembre 2025 – Un antidoto contro la solitudine: fuga, rave e rottura delle regole
Nel pezzo pubblicato su Un antidoto contro la solitudine, il romanzo viene riassunto a partire dal suo scenario di fondo: l’anno 5540 del calendario andino, il festival Rumore Solare, la fuga di Noa e Nicole da una città segnata da narcotraffico, terremoti e violenza. La recensione insiste sul fatto che il rave e la sottocultura che lo attraversa assumano nel libro un valore di rottura, diventando uno spazio in cui lasciare tracce, comunicare e opporsi alle regole del mondo da cui i personaggi provengono.
Fonte: Un antidoto contro la solitudine.
15 gennaio 2026 – Limina: una lingua tellurica tra estasi, archetipi e natura viva
Nella recensione pubblicata su Limina, Sciamani elettrici alla festa del sole viene presentato come il libro più ambizioso di Ojeda e come un romanzo che scava nel liminale e nell’archetipico. Il pezzo riassume la storia di Noa come una risalita da Guayaquil verso il Bosco Alto e verso un padre scomparso, in un paesaggio popolato da sciamani, medium, danzatori e visioni. La recensione mette in particolare l’accento sulla lingua del romanzo, descritta come capace di restituire un’estasi primordiale, e sul modo in cui musica, corpo e natura si fondono in una stessa esperienza narrativa.
Fonte: Limina.
Conclusione
Le recensioni e le letture critiche dedicate a Sciamani elettrici alla festa del sole restituiscono un quadro abbastanza coerente. Dalla stampa spagnola a quella italiana emerge infatti un romanzo letto come esperienza corale, iniziatica e sensoriale, in cui la ricerca del padre, la musica, il rave, i miti andini e la violenza del presente si intrecciano in una forma narrativa visionaria. Accanto alla dimensione del viaggio, ricorrono in quasi tutti gli interventi anche altri nuclei forti: il corpo come luogo di trasformazione, la natura come forza viva e minacciosa, e una scrittura che tende costantemente verso il rito, la trance e la metamorfosi.
Recensioni
Non ci sono ancora discussioni.