San Gennaro non dice mai no di Giuseppe Marotta: letture critiche dalla stampa e dai blog
Pubblicato per la prima volta nel 1948 e oggi riscoperto da Polidoro Editore, San Gennaro non dice mai no è una delle opere più significative di Giuseppe Marotta, fine giornalista, scrittore e sceneggiatore del Novecento italiano. Il libro raccoglie il resoconto del breve ritorno dell’autore nella sua Napoli natale nel marzo del 1947, dopo un’assenza ventennale, offrendo un ritratto intimo, ironico e profondo della città nel secondo dopoguerra.
28 Agosto 2020 – Il Mattino: Un affresco realista tra miseria e umorismo
Il Mattino presenta la riscoperta di Marotta celebrandone la statura di acuto osservatore della città di Napoli e della sua gente. L’articolo si concentra sulla capacità dell’autore di immergersi in una comunità ancora profondamente ferita e sconvolta dagli orrori e dagli eventi bellici della guerra. Marotta esplora i bassi, i vicoli, il porto e Mergellina per dare voce alla disperazione, alla povertà e alla sofferenza di un popolo costretto ad arrangiarsi in ogni modo per sopravvivere.
L’insopportabile miseria di quei patimenti viene superata solo grazie a una pazienza innata, alla rassegnazione e a un’incrollabile fede verso i santi, in particolare verso San Gennaro. La recensione loda la scrittura di Marotta – definita ironica, sapiente e barocca – capace di tracciare pennellate di puro realismo e di restituire corpo alle sventure dei cittadini senza mai cadere nella retorica e senza perdere il suo spiccato e sottile umorismo.
Fonte: Il Mattino
20 Novembre 2020 – LuciaLibri: ” Vedi Napoli e poi scrivi, Marotta che benedizione!”
Antonietta Molvetti analizza l’opera descrivendola come una raccolta di piccoli quadri capaci di catturare le deformazioni caratteriali, i vizi e i vezzi dei napoletani. Il viaggio di Marotta nei «luoghi suoi» diventa lo strumento per scovare soggetti artistici e mostrare la perenne smorfia che la città oppone al mondo.
Viene sottolineata l’efficacia della parlata genuina e l’originalità di aneddoti e personaggi cesellati con un rigore che bilancia perfettamente la comicità e il paradosso. Nelle pagine del libro emerge la straordinaria creatività dei cittadini nell’architettare escamotage di sopravvivenza di fronte alle contingenze del dopoguerra. Per Molvetti, il fascino evocativo e mai nostalgico della scrittura di Marotta non solo ha il potere di «arricreare» l’animo di chi è lontano da casa, ma rende l’opera un vero e proprio «genere di conforto essenziale», capace di dialogare anche con il lettore contemporaneo sulle piaghe storiche della città.
Fonte: LuciaLibri
Settembre 2020 – La Provincia Online: La riscoperta di un grande narratore della città
La Provincia mette in evidenza lo spessore letterario di Giuseppe Marotta, già vincitore in carriera di prestigiosi riconoscimenti come il Premio Bagutta, il Viareggio e Il Premiolino. L’articolo riprende la celebre definizione di Raffaele Nigro che descriveva l’autore come un vero e proprio «narratore della città».
L’articolo si sofferma sulla sensibilità viscerale che lega Marotta ai luoghi della sua infanzia e giovinezza, evidenziando come riesca a dare voce a una Napoli dolente, ma animata da uno spirito di sopportazione indistruttibile. Attraverso lo sguardo dell’autore, l’arte dell’arrangiarsi e la profonda compassione per gli ultimi si fondono in un resoconto storico e umano di altissimo pregio letterario.
Fonte: La Provincia Online
Conclusione
Tra realismo documentario, fine umorismo e una profonda compassione per le sofferenze del popolo, Marotta costruisce un mosaico che restituisce a Napoli tutta la sua complessa identità, sospesa tra la tragedia della storia e l’incrollabile ironia della vita quotidiana.
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