Ragazze morte di Selva Almada: letture critiche dalla stampa italiana e internazionale
Pubblicato da Polidoro il 7 febbraio 2025 nella collana I Selvaggi, nella traduzione di Giulia Zavagna, Ragazze morte porta in Italia Chicas muertas, il libro di Selva Almada dedicato a tre femminicidi avvenuti nell’Argentina degli anni Ottanta e rimasti senza giustizia. Tra cronaca, memoria personale e ricerca sul campo, il volume ha avuto nel tempo una ricezione critica importante sia nel mondo ispanico sia, più tardi, in area anglofona e italiana.
3 agosto 2015 – Babelia / EL PAÍS: una scrittura sul femminicidio senza retorica né demagogia
Nella recensione pubblicata su Babelia, Chicas muertas viene presentato come un libro capace di affrontare la violenza maschile senza cedere alla retorica. Il pezzo riassume il lavoro di Almada come una ricostruzione di tre casi reali di ragazze assassinate nella provincia argentina, ma sottolinea che il libro non si limita alla denuncia: accanto all’indagine sui delitti, prende forma anche una scrittura sorvegliata, letteraria, fatta di deviazioni, memoria personale e attenzione costante al contesto umano e sociale in cui quei delitti sono avvenuti.
Fonte: Babelia / EL PAÍS.
6 settembre 2020 – The Arts Desk: la prossimità quotidiana della violenza contro le donne
La recensione inglese pubblicata su The Arts Desk presenta Dead Girls come un libro duro e necessario, costruito attorno alla vicinanza spaventosa tra la vita quotidiana e la violenza esercitata sui corpi femminili. Il testo insiste sul fatto che Almada non racconti soltanto tre omicidi irrisolti, ma mostri un intero clima sociale in cui la violenza contro le donne appare radicata e abituale. La recensione mette inoltre in evidenza la natura ibrida del libro, sospeso tra reportage, memoir e non fiction letteraria, e sottolinea come proprio questa forma renda ancora più forte il suo impatto.
Fonte: The Arts Desk.
25 febbraio 2025 – il manifesto: tra investigazione, testimonianza e storia collettiva
Nel pezzo pubblicato su il manifesto, Ragazze morte viene presentato come un libro che si muove tra investigazione e romanzo, riportando alla luce tre femminicidi degli anni Ottanta rimasti insoluti. La recensione riassume il volume come un percorso fatto di testimonianze, sopralluoghi, rapporti giudiziari e ricordi personali, in cui la ricerca di Almada si allarga progressivamente dalle singole vittime a una riflessione più vasta sulla violenza di genere e sulle zone d’ombra della storia collettiva argentina.
Fonte: il manifesto.
9 giugno 2025 – LatinoAmericaPop: empatia, memoria e società complice
La lettura proposta da LatinoAmericaPop insiste soprattutto sulla capacità del libro di restituire presenza e dignità ad Andrea, María Luisa e Sarita, sottraendole all’anonimato della cronaca. Il pezzo presenta Ragazze morte come un testo che invita a entrare in un territorio dove la violenza di genere non è eccezione ma prassi, e dove la società intera appare in qualche modo complice. La recensione sottolinea così il valore civile del libro, ma anche la sua forza narrativa, legata alla possibilità di accendere empatia e comprensione attorno a vite che erano state cancellate due volte: dalla violenza e dall’oblio.
Fonte: LatinoAmericaPop.
Conclusione
Le recensioni e le letture critiche dedicate a Ragazze morte restituiscono un quadro molto coerente della ricezione del libro di Selva Almada. Dalla stampa spagnola a quella inglese e italiana emerge infatti un’opera letta come non fiction letteraria di forte impatto, capace di tenere insieme ricostruzione dei fatti, memoria personale e denuncia di un sistema sociale segnato dalla violenza contro le donne. Più che limitarsi a raccontare tre delitti, il libro viene accolto come un’indagine sul modo in cui una società produce l’oblio, l’impunità e la normalizzazione del femminicidio.
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