Persona di Marco Magurno: letture critiche dalla stampa e dai blog
Un uomo perde progressivamente la memoria mentre intorno a lui il mondo sembra avvicinarsi a una nuova creazione. Più dimentica la propria vita, più nella sua mente emergono immagini che sembrano provenire da altre epoche, altri corpi, altri futuri. Pubblicato da Polidoro Editore nella collana Interzona, Persona di Marco Magurno è un oggetto narrativo difficile da classificare: romanzo, poema in prosa, saggio metafisico, libro illustrato, videogioco immaginario, libro dei morti e cosmologia personale convivono nella stessa struttura narrativa. È anche il ritorno di uno degli autori più singolari della sua generazione dopo il culto sotterraneo di Diorama pubblicato da Il Saggiatore nel 2016.
21 settembre 2024 – Carmilla: Infinitamente si muore in tutto questo apparire
Il lungo saggio di Franco Pezzini rappresenta probabilmente il contributo critico più importante apparso finora sul libro. Persona viene letto come un’opera sugli spettri e sulle immagini, sul modo in cui il mondo contemporaneo vive immerso in una continua proliferazione visiva che contemporaneamente genera e consuma la realtà. Pezzini parla di un “continuum fantasmatico” in cui immagini e ricordi smettono di appartenere ai singoli individui per diventare materia collettiva, quasi archeologica. Il dolore, secondo il critico, è la prima verità del libro e l’attenzione la seconda: l’una costringe a esistere, l’altra permette di essere presenti nel mondo senza esserne travolti. Ne emerge un’opera che utilizza il fantastico e la metafisica per interrogare il rapporto tra memoria, identità e morte.
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23 febbraio 2025 – Nabu: Un libro che rifiuta il proprio nome
La recensione di Nabu si apre con una dichiarazione che potrebbe essere il manifesto dell’intero progetto: Persona non è un romanzo, non è un saggio, non è un poema e non è una formula magica, pur essendo in qualche modo tutte queste cose insieme. Il contributo insiste sulla natura radicalmente ibrida del libro e sulla continuità con il percorso iniziato da Magurno con Diorama. L’impressione è quella di trovarsi davanti a un’opera che tenta di costruire una forma narrativa capace di contenere contemporaneamente immagini, filosofia, racconto e meditazione cosmologica senza subordinare un linguaggio all’altro.
Fonte:Nabu![Attachment.tiff]()
6 dicembre 2024 – Il rifugio dell’Ircocervo: Un canto fra mille rovine
Nell’intervista pubblicata da Il rifugio dell’Ircocervo, è lo stesso Magurno a offrire forse la definizione più precisa del proprio libro: un’opera sulla transitorietà e sulla condizione umana come stato intermedio tra il vivere e il morire. L’autore parla di Persona come di un tentativo di restituire una dimensione rituale e spirituale all’esperienza contemporanea, recuperando immagini e forme appartenenti tanto alla cultura digitale quanto alle tradizioni religiose e mitologiche. La memoria individuale che si dissolve lascia così spazio a una memoria più vasta e impersonale, quasi cosmica.
Fonte:Il rifugio dell’Ircocervo![Attachment.tiff]()
Giugno 2024 – Libresque: Una delle uscite italiane più singolari dell’anno
Nel panorama delle novità italiane del 2024, Libresque segnala Persona come uno dei progetti narrativi più anomali e ambiziosi della stagione editoriale. La recensione insiste sulla figura della Persona protagonista, affetta da un misterioso processo di dimenticanza che progressivamente cancella il suo passato mentre apre la strada a ricordi e visioni provenienti da altri tempi e altri mondi. La perdita della memoria diventa così non una sottrazione ma una forma di conoscenza alternativa, quasi una preparazione alla rivelazione finale che accompagna la morte del protagonista.
Fonte:Libresque![Attachment.tiff]()
La ricezione di Persona e l’ombra di Diorama
Una parte significativa della ricezione del libro passa inevitabilmente attraverso il confronto con Diorama, il precedente romanzo di Magurno pubblicato da Il Saggiatore nel 2016 e diventato negli anni un piccolo classico sotterraneo della narrativa italiana contemporanea. Già allora il centro della riflessione dell’autore era internet come ambiente mentale e metafisico prima ancora che tecnologico: un “Supermondo” in cui immagini, desideri e identità si ricombinano continuamente. Persona sembra raccogliere quella ricerca e portarla ancora più lontano, spostando il discorso dalla rete alla memoria, dalla rappresentazione all’ontologia stessa dell’essere umano.
Conclusione
Le letture dedicate a Persona sembrano convergere su un punto: Marco Magurno non sta cercando di raccontare una storia nel senso tradizionale del termine.
Sta cercando piuttosto di costruire una forma capace di contenere il modo in cui oggi facciamo esperienza del mondo: attraverso immagini, frammenti, memorie instabili, schermi e apparizioni.
Forse è proprio per questo che il protagonista del libro non ha un nome proprio ma si chiama semplicemente Persona. Perché nel mondo immaginato da Magurno l’identità individuale conta sempre meno delle immagini che attraversano le nostre vite e continuano a sopravvivere alla nostra memoria.
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