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Pellegrino Trasparente

 17,00

traduzione di Milo Santos Baiamonti

Illustrazione di Adriano Corbi

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Collana:

Descrizione

Un pittore inglese attraversa la Colombia dell’Ottocento per disegnarla, classificarla, possederla con lo sguardo. Ma qualcosa resiste. Qualcosa non si lascia vedere. Henry Price, incaricato di fissare il paesaggio su carta, si imbatte in un artista locale evanescente, quasi un fantasma. Seguirlo diventa una necessità. E presto, una febbre. Più l’inseguimento si addentra nella selva, più i confini si dissolvono: tra arte e dominio, osservatore e oggetto, storia e allucinazione. Il paesaggio si fa instabile, attraversato da forze invisibili – colonialismo, desiderio, violenza – che continuano a pulsare sotto la superficie.

Diario di viaggio, saggio occulto e western tropicale, Pellegrino trasparente si muove con la stessa febbre visionaria di Moby Dicke l’ampiezza epica di Grande Sertão. Juan Cárdenas trasforma una spedizione scientifica in un viaggio obliquo dentro ciò che sfugge alla rappresentazione, mettendo in scena un inseguimento che è anche una resa dei conti: con la storia, con le immagini che l’hanno costruita, con l’idea stessa di identità. Ipnotico e stratificato, Pellegrino trasparente è un romanzo che scava sotto la superficie del visibile e ci costringe a guardare dove lo sguardo vacilla: una discesa nella materia inquieta del continente – e nel punto cieco di ogni sguardo.

Uscito in spagnolo nel 2023, Pellegrino trasparente è stato accolto come uno dei romanzi più rilevanti dell’anno: la critica ha sottolineato la sua capacità di fondere western, poesia e pensiero, di mettere in discussione i grandi racconti del potere e di lasciare nel lettore una lunga scia di domande. È un libro per chi cerca nella narrativa latinoamericana non un esotismo di superficie, ma una forma alta e inquieta di conoscenza.

Pellegrino Trasparente è il numero 30 della collana I Selvaggi

Recensioni

Pellegrino trasparente di Juan Cárdenas: letture critiche dalla stampa e dalle riviste

Un pittore inglese attraversa la Colombia ottocentesca sulle tracce di un misterioso artista capace di dipingere ciò che non si vede. Una spedizione scientifica si trasforma in un inseguimento visionario tra foreste, miti popolari, colonialismo e fantasmi della storia. Il viaggio diventa così un’indagine sullo sguardo, sull’identità e sulla nascita del capitalismo latinoamericano.

Pubblicato in Italia da Polidoro Editore nella traduzione di Milo Santos Baiamonti, Pellegrino trasparente è uno dei romanzi più ambiziosi dello scrittore colombiano Juan Cárdenas. Muovendosi tra diario di viaggio, saggio, romanzo storico, western tropicale e fantastico, il libro riflette sul modo in cui la Colombia è stata raccontata e rappresentata, interrogando il rapporto tra immagine, memoria e potere.

20 giugno 2026 – Il manifesto: Alle origini del capitalismo latinoamericano

Nella recensione, Francesca Lazzarato, presenta Pellegrino trasparente come una delle opere più rappresentative della ricerca letteraria di Juan Cárdenas, autore capace di coniugare sperimentazione formale, riflessione politica e grande forza narrativa.

L’articolo ricostruisce l’origine del romanzo, nato dalla rilettura della Peregrinación de Alpha di Manuel Ancízar, diario della Commissione Corografica incaricata, a metà Ottocento, di esplorare e catalogare il territorio della Nuova Granada. Cárdenas trasforma quel documento storico in un racconto che intreccia avventura, saggio, cronaca, fantastico e mito, mettendo in discussione l’idea stessa di nazione e mostrando come la conoscenza del territorio fosse strettamente legata alla nascita del capitalismo e dell’estrattivismo.

Lazzarato evidenzia i grandi temi del romanzo: colonialismo, razzismo, meticciato, sfruttamento delle risorse naturali e costruzione dello sguardo europeo sull’America Latina. Centrale è anche la riflessione sull’arte, incarnata dai due protagonisti — il pittore inglese Henry Price e l’enigmatico José Rufino Pandiguando — attraverso i quali Cárdenas interroga il rapporto tra immagine, realtà e invisibile.

Viene sottolineata infine la straordinaria libertà della scrittura di Cárdenas, che accosta filosofia, cultura popolare, mostruosità e storia in una narrazione continuamente mutevole, capace di raccontare i primi vagiti del capitalismo latinoamericano come una grande fiaba tragica ancora aperta sul presente.

Fonte: Il manifesto

18 novembre 2024 – Letralia: Il romanzo come pellegrinaggio della conoscenza

La recensione pubblicata dalla rivista venezuelana Letralia interpreta Pellegrino trasparente come un’opera costruita sul continuo attraversamento dei confini: quelli tra storia e invenzione, tra documento e finzione, tra paesaggio reale e immaginazione.

Cárdenas recupera la tradizione dei grandi racconti di viaggio ottocenteschi per ribaltarne completamente la prospettiva. Il viaggio non serve più a catalogare il mondo o a renderlo disponibile allo sfruttamento, ma diventa un’esperienza di smarrimento, capace di mettere in crisi ogni certezza dello sguardo coloniale.

Nel romanzo dialogano arte, antropologia, filosofia e letteratura in una struttura volutamente sfuggente, nella quale ogni genere narrativo viene continuamente contaminato dagli altri. Il risultato è un libro che invita il lettore ad accettare l’incertezza e a considerare il viaggio non come scoperta di una verità, ma come esperienza di trasformazione.

Fonte: Letralia

14 giugno 2026 – Cultura Bologna: Un viaggio oltre il visibile

La recensione di Cultura Bologna presenta Pellegrino trasparente come un’opera che sfugge a qualsiasi classificazione di genere. Diario di viaggio, saggio occulto e western tropicale convivono all’interno di una narrazione che richiama, per respiro e ambizione, grandi classici come Moby Dick e Grande Sertão.

Juan Cárdenas trasforma una spedizione scientifica in un viaggio dentro ciò che sfugge alla rappresentazione. L’inseguimento del misterioso pittore diventa infatti una resa dei conti con la storia della Colombia, con le immagini che hanno contribuito a costruirne l’identità e con i limiti stessi dello sguardo occidentale.

Il romanzo si distingue per la sua scrittura ipnotica e stratificata, capace di condurre il lettore oltre la superficie del reale, in una riflessione sul continente latinoamericano e sui punti ciechi attraverso cui continuiamo a osservarlo.

Fonte: Cultura Bologna

Conclusione

Le prime letture critiche dedicate a Pellegrino trasparente convergono nel riconoscere il romanzo come una delle opere più originali della narrativa latinoamericana contemporanea.

Che venga letto come un western tropicale, un saggio romanzesco, un diario di viaggio o una riflessione sulla pittura e sul colonialismo, il libro di Juan Cárdenas mette sempre al centro una domanda fondamentale: chi guarda davvero il mondo, e attraverso quali immagini?

Tra storia, mito, filosofia e avventura, Pellegrino trasparente propone così una rilettura radicale delle origini dell’America Latina moderna, trasformando il viaggio in un’esperienza di conoscenza che non conduce a certezze, ma apre continuamente nuove possibilità di interpretazione.

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