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Napoli al tempo di Re Bomba

ISBN: 9788885737297

€ 12,00

Cura e traduzione di Gordon Poole

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Descrizione

Nel 1857 Herman Melville compie un viaggio in Europa che lo conduce nella Napoli di Ferdinando II, da cui trarrà queste pagine. Il protagonista, una proiezione autobiografica dal nome di Jack Gentian, vecchio marinaio, noleggia un landò e si avventura fra i rumori, i lazzi, i saltimbanchi, la confusione delle vie napoletane.

Applaudito e festeggiato dal popolino in festa, come un potente che riceve ovazioni dalla plebe, Jack prosegue nel giro, persuadendosi che siano sproporzionate le accuse nei confronti della tirannide borbonica sentite in Inghilterra:

«È libero chi è libero dal peso / d’ogni pensiero, e così è questa gente». Ma Gentian-Melville spinge il suo sguardo più in fondo: la vista dei cannoni del Castel Nuovo puntati sulla città e non verso gli accessi dal mare, nonché l’impetuoso fuoriuscire di truppe siciliane dal Castello, costringono l’americano a domandarsi se la scena di allegria collettiva, fosse genuina o non piuttosto una «disperazione rattoppata, / coraggio che addosso gli sbrindella, / vero prodigio di spensieratezza».

Napoli al tempo di re Bombaci offre un Melville poeta poco conosciuto al lettore italiano, eppure tra i più grandi dell’Ottocento, capace di fondere alla sensibilità della sua prosa una forte tensione lirica.

Recensioni

John Marr e altri marinai e Napoli al tempo di re Bomba di Herman Melville: letture critiche dalla stampa e dalle riviste

Il mare aperto, il fragore della memoria che emerge dal passato, ma anche il vicolo di una Napoli ottocentesca, sospesa tra l’allegria sfrenata del carnevale e l’oppressione di uno stato di polizia. Il silenzio di chi ha abbandonato la prosa per rifugiarsi in un’arte impopolare e modernissima: la poesia.

Pubblicato da Polidoro Editore Napoli al tempo di re Bomba svelano al pubblico italiano il lato meno noto di Herman Melville, il gigante di Moby-Dick. Tradotte e curate da Gordon Poole, studioso e americanista d’elezione, queste due opere restituiscono l’intensità di un Melville poeta, capace di dialogare con la memoria, con l’eros e con la storia attraverso uno sperimentalismo metrico sorprendente.

16 dicembre 2019, Eroica Fenice: Buon compleanno Melville! Al Teatro Diana si celebra il bicentenario

L’articolo di Rossella Siano racconta la presentazione del volume al Teatro Diana di Napoli, svoltasi in occasione del bicentenario della nascita dello scrittore. La serata si configura come una vera e propria celebrazione della poetica melvilliana, arricchita dalla lettura di Susannah Poole e dai contributi dell’editore Alessandro Polidoro, del traduttore Gordon Poole, dell’illustratrice Cristina Cerminara e del giornalista Pier Luigi Razzano.

Siano evidenzia come le due opere svelino un lato intimo e meno conosciuto della produzione di Melville, nato successivamente alla deludente accoglienza riservata ad alcuni capolavori della sua narrativa. Napoli al tempo di re Bomba, ispirato al viaggio dell’autore a Napoli nel 1857, cattura lo stridente contrasto tra la frenesia del popolo e il malcontento politico sotto il governo di Ferdinando II, offrendo uno sguardo esterno e penetrante indispensabile per comprendere la città.

Fonte: Eroica Fenice

 Estate 2020, Iperstoria: La riscoperta del Melville poeta

Donatella Izzo firma un’approfondita disamina critica in cui affronta il bizzarro destino della poesia melvilliana, storicamente trascurata sia dal grande pubblico sia dagli americanisti di professione. Izzo sottolinea come l’idea della poesia come semplice ripiego dopo i fallimenti commerciali dei romanzi sia ingiusta: Melville dedicò alla poesia ben trent’anni della sua vita, producendo un corpus di versi imponente che supera per estensione quello di altri autori canonici.

 Napoli al tempo di re Bombaviene descritto come un lucido e irrisolto dialogo filosofico tra piacere e potere, Eros e Thanatos, Izzo ne loda l’acume nel ritrarre uno stato di polizia borbonico in cui la spensieratezza della popolazione nasconde una disperazione rattoppata.

Fonte: Iperstoria

22 marzo 2020, Il Manifesto: Melville in proficua tensione con i limiti della metrica

Giorgio Mariani mette in luce come in Napoli al tempo di re Bomba Melville esplori, attraverso lo sguardo del marinaio Jack Gentian, la complessa tensione tra la vitale esuberanza partenopea e i suoi limiti, rappresentati sia dalla minaccia naturale del Vesuvio sia dall’oppressione politica di Ferdinando II.

Fonte: Il Manifesto

21 ottobre 2019, la Repubblica: Melville e Napoli, un diario feroce

Nell’articolo a firma di Pier Luigi Razzano viene ricostruito con precisione il soggiorno napoletano di Herman Melville e il forte impatto politico del poemetto.

Riguardo al soggiorno storico, Melville giunse a Napoli nel febbraio del 1857, alloggiando per poco più di dieci giorni all’Hotel de Geneve in via Medina. Oltre al celebre Journal of a Visit to Europe and the Levant, in cui annotò tappe classiche come la salita sul Vesuvio, la folla di via Toledo, paragonata alla Broadway di New York per il fiume di folla, Posillipo e il Lago d’Averno, l’altro documento di inestimabile valore che ricostruisce i giorni napoletani dell’autore di Moby Dick è il lungo poema Napoli al tempo di re Bomba.

Per quanto riguarda la struttura e il contesto politico, il poemetto si sviluppa in dodici stanze con un ritmo da ballata, lo stesso che anima John Marr e altri marinai e Timoleon. Melville racconta del vecchio marinaio Jack Gentian a bordo di un landò, una piccola carrozza che fende la folla di Napoli riversa in strada per i giorni del Carnevale, una immagine di eccesso e frenesia legata anche alla festa di Piedigrotta.

Sul fronte della feroce tirannia, dietro la facciata di allegria e la vivacità degli scugnizzi e dei saltimbanchi, Melville coglie la tensione di uno stato di polizia. Ferdinando II di Borbone era stato soprannominato Re Bomba dopo il tragico bombardamento di Messina del 1848. Nei mesi immediatamente precedenti all’arrivo di Melville, tra novembre e gennaio, la città era stata scossa da eventi sanguinosi: la fucilazione del barone Bentivegna e di altri cospiratori liberali, l’impiccagione a Porta Capuana di Agesilao Milano, autore di un attentato al re, l’esplosione di una polveriera al porto e lo scoppio in aria della fregata Carlo III.

In merito al doppio volto e ai due bombardieri, di fronte al Maschio Angioino Gentian nota le truppe borboniche pronte a sparare sulla folla in caso di rivolta. I napoletani appaiono a Melville come pattinatori sul ghiaccio, costantemente in bilico tra due minacce distruttive: la città delle sirene è infatti minacciata dal Vesuvio più discosto e da Bomba qua.

Il Mattino, Rassegna culturale: Il labor limae e la scoperta dei manoscritti ad Harvard

La ricerca alla Houghton Library evidenzia come il lavoro di Gordon Poole non sia una semplice traduzione, ma un raffinato e pluridecennale studio filologico basato su ricerche dirette condotte sui manoscritti di Melville custoditi presso la Houghton Library dell’Università di Harvard.

L’evoluzione della traduzione mostra che una prima e parziale traduzione del singolare componimento era già uscita nel 1995 per la casa editrice Filema. Tuttavia, gli studi successivi e i nuovi riscontri testuali hanno spinto Poole ad ampliare, modificare e limare il testo in più punti, dando vita a questa definitiva edizione per Polidoro Editore, pubblicata con testo a fronte inglese e italiano, un ricco apparato di note e una dotta introduzione.

L’allegria forzata viene usata come metafora poiché la critica si sofferma sul profondo simbolismo politico che Poole aiuta a decifrare. Le figure del folklore locale, lo scugnizzo, il cantante, la matrona, non sono semplici elementi pittoreschi o oleografici. L’acrobata che danza a testa in giù ed esibisce la sua destrezza diventa la perfetta metafora dell’allegria forzata di un popolo che subisce le angherie del potere senza alcuna speranza di riscatto, riassumendo in pochi versi il destino storico di una città.

Conclusione

Le letture dedicate a queste due pubblicazioni di Polidoro Editore concordano nel definire l’operazione editoriale e filologica curata da Gordon Poole come un tassello fondamentale per la ricezione di Herman Melville in Italia.

Grazie a questi contributi, l’operazione di Polidoro Editore e Gordon Poole si conferma come un vero e proprio recupero storico e letterario che unisce i dettagli biografici della Napoli del 1857 alla modernità della critica internazionale.

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