NA K14314. Le strade della Méhari di Giancarlo Siani: letture critiche della stampa e dei blog
Il libro NA K14314. Le strade della Méhari di Giancarlo Siani di Paolo Miggiano, edito da Polidoro Editore, prende il titolo dalla targa della storica Citroën Méhari verde appartenuta al giovane giornalista de Il Mattino, ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985.
2019 Aprile 2018 – Il Mattino: “Siani e la Mehari verde storia d’amore e libertà”
Ugo Cundari sottolinea come il libro restituisca la dimensione più intima, fragile e genuina di Giancarlo Siani, descrivendolo prima di tutto come un “ragazzo normale”, felice e spensierato. Siani viene raccontato lontano dall’iconografia dell’eroe inarrivabile o del professionista affermato; era un giovane di poco più di vent’anni che viaggiava su una vettura di seconda mano, racimolando i soldi per la benzina ed esplorando le strade vesuviane da Torre Annunziata a Castellammare alla ricerca di notizie per le sue inchieste.
Il pezzo evidenzia il ruolo di Paolo Miggiano, definito come il “custode” e il responsabile della manutenzione di questa autovettura trasformata in un simbolo di riscatto civile. Cundari ripercorre la ragnatela di tappe compiute dalla Méhari — dal Parlamento Europeo alle scuole — ma non nasconde le resistenze che la memoria di Siani incontra ancora in alcuni territori della Campania, citando gli episodi della targa bruciata per tredici volte a Gragnano o i manifesti strappati a Pignataro Maggiore. Il testo viene accostato, per affinità spirituale, al romanzo Un ragazzo normale di Lorenzo Marone.
Fonte: Il Mattino
Ottobre 2018 – La Repubblica: La Méhari regina a Padova per i cinquant’anni del modello
In occasione del Salone “Auto e Moto d’Epoca” di Padova, La Repubblica dedica un focus alla celebrazione dei 50 anni della Citroën Méhari, dove la vettura targata NA K14314 viene esposta come ospite d’onore e “regina” dello stand curato dal Centro Documentazione Storica Citroën.
L’articolo mette in luce il duplice valore della vettura: «un simbolo di coerenza ed onestà utilizzata nel corso di eventi per ricordare l’importanza della legalità a dispetto di mafia e criminalità». Viene documentata la presentazione ufficiale del libro di Miggiano, ricordando l’importante valore simbolico del viaggio della vettura ripartito da Napoli e giunto fino a Bruxelles, dove l’allora presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, volle sedersi al volante per testimoniare la vicinanza delle istituzioni comunitarie ai valori della legalità.
Fonte: La Repubblica
Maggio 2019 – Il Roma: “Miggiano: «Mehari, io scendo qui»”
Miggiano traccia il bilancio di cinque anni di viaggio in solitudine e in compagnia (tra cui l’esperienza vissuta con Alfredo Avella, presidente del Coordinamento campano dei familiari delle vittime innocenti della criminalità).
L’articolo affronta le tensioni sollevate dal libro: Miggiano rivela che le sue domande sui retroscena e sulle “zone d’ombra” non ancora svelate del delitto Siani hanno infastidito qualcuno, rivendicando però con forza la propria libertà di pensiero e di stampa.
Il pezzo documenta l’atto finale del viaggio: dopo un accurato restauro meccanico ed estetico commissionato alla Citroën presso l’officina specializzata di Valenza Po, la Méhari è finalmente tornata a Napoli, collocata stabilmente all’interno del PAN (Palazzo delle Arti Napoli) su una pedana rialzata progettata dall’architetto Antonella Palmieri per proteggerla dalle ipocrisie terrene.
Fonte: Il Roma
Conclusione
La rassegna stampa intorno a NA K14314 dimostra come l’opera di Paolo Miggiano sia riuscita a trasformare un oggetto materiale, una semplice automobile di plastica e lamiera, in un formidabile monumento civile itinerante. I contributi critici analizzati rivelano la transizione della Méhari da strumento quotidiano di un giovane cronista precario a reliquia laica della lotta alla criminalità organizzata.
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