Disponibilità: Disponibile

Mandibula

Autore: Mónica Ojeda
ISBN: 9791281852020

 18,00

Traduzione di Massimiliano Bonatto

Illustrazione di Adriano Corbi

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Descrizione

Fernanda si risveglia legata in una casa in mezzo alla foresta. A rapirla è stata Clara, la sua professoressa, donna dal passato tormentato e bullizzata da un gruppo di alunne dell’elitario istituto femminile dove insegna. A capeggiarle è Annelise, la migliore amica di Fernanda, la sua “gemella-d’inguine”. Il sequestro è solo il culmine di un meccanismo perverso che ha radici più profonde: un edificio abbandonato, storie del terrore ispirate dalle letture di creepypasta, riti iniziatici e giochi sempre più violenti e crudeli, un culto segreto al Dio Bianco, entità spirituale che appare quando l’ingenuità dell’infanzia inizia a compromettersi.

Mandibula ci trasporta in un mondo retto dalla paura che si manifesta nei legami familiari, nella sessualità, nella violenza e nelle trasformazioni della crescita.

Attraverso una scrittura immaginifica e sconcertante, sulla scia di maestri del calibro di Lovecraft, Poe e King, Mónica Ojeda delinea i contorni di un universo dove i rapporti tra madri, figlie, allieve, sorelle e amiche del cuore seguono dinamiche bestiali e il cui senso ultimo è racchiuso in una domanda: «Qual è l’unico animale che nasce da sua figlia e concepisce sua madre?».

Recensioni

Mandibula di Mónica Ojeda: letture critiche dalla stampa e dai blog

Pubblicato da Polidoro Editore nella collana I Selvaggi e tradotto da Massimiliano Bonatto, Mandibula è il romanzo che ha consacrato Mónica Ojeda come una delle voci più originali della narrativa latinoamericana contemporanea. Ambientato in un esclusivo collegio femminile dell’Opus Dei a Guayaquil, il libro racconta l’ossessione di un gruppo di adolescenti per l’orrore, il dolore e il misterioso Dio Bianco. Quando l’insegnante Clara sequestra una delle sue allieve e la conduce in una capanna nella foresta, il romanzo si apre a una riflessione sulla paura, sull’adolescenza, sul corpo femminile e sui rapporti di potere. Attraverso una scrittura che mescola horror, folklore, cultura digitale e romanzo di formazione, Ojeda costruisce una delle opere più significative del nuovo gotico latinoamericano.

20 febbraio 2021 – Tuttolibri: All’ombra delle fanciulle fioriscono gli orrori

Nella recensione pubblicata da Tuttolibri, Liborio Conca presenta Mandibula come un romanzo di formazione deformato dall’orrore e dalla violenza simbolica. Il critico si concentra sul rapporto tra Clara e le sue allieve, sul culto del Dio Bianco e sull’universo femminile che domina il libro. Secondo Conca, la forza del romanzo risiede nella capacità di trasformare la paura in uno strumento di sopravvivenza e di esplorazione identitaria. L’adolescenza viene descritta come una fase di mutazione continua, attraversata da desideri contraddittori, crudeltà e bisogno di appartenenza. Il contributo evidenzia inoltre la straordinaria abilità di Ojeda nel fondere elementi horror, tensione psicologica e riflessione sociale senza mai ridurre il romanzo a un semplice esercizio di genere.

Fonte: Tuttolibri

30 marzo 2021 – Il Manifesto: Una cosmologia di nuovi mostri

Nella lunga recensione di Francesca Lazzarato, Mandibula viene definito un romanzo impossibile da racchiudere in un genere preciso. L’autrice legge il libro come un’opera che intreccia realismo e delirio, cultura pop e filosofia, horror cosmico e romanzo di formazione. Lazzarato sottolinea il ruolo delle creepypasta, dei videogiochi, di Lovecraft, Bataille e Lacan nella costruzione dell’immaginario narrativo, ma insiste soprattutto sulla centralità dell’adolescenza femminile. Il romanzo diventa così una riflessione sul passaggio dall’infanzia all’età adulta, sulla paura del corpo che cambia, sulle relazioni tra madri e figlie e sul desiderio di sfuggire ai modelli imposti. Secondo la critica, il vero centro del libro è il “femminile mostruoso”, inteso come risposta alle forme di controllo esercitate dalla cultura patriarcale.

Fonte: Il Manifesto

24 settembre 2021 – Il Venerdì di Repubblica: Le ragazze ecuadoregne arrivano all’estremo

Nella rubrica dedicata alle novità editoriali, Gabriella Saba presenta Mandibula come una storia sospesa tra horror adolescenziale e romanzo di formazione allucinato. Il breve ma incisivo contributo mette in evidenza il contesto privilegiato in cui si muovono le protagoniste – giovani appartenenti all’alta borghesia di Guayaquil – e il ruolo centrale dell’insegnante Clara López Valverde. L’articolo sottolinea come nel romanzo convivano elitismo sociale, alienazione, rituali sadomasochistici e una costante tensione verso il misterioso Dio Bianco, figura che incarna insieme il silenzio, la morte, l’ignoto e il risveglio della sessualità adolescenziale.

Fonte: Il Venerdì di Repubblica

10 ottobre 2021 – La Lettura: Per andare oltre il realismo

Nel grande speciale dedicato alle nuove voci della letteratura mondiale pubblicato da La Lettura, Cristina Taglietti inserisce Mónica Ojeda accanto ad autori provenienti da diversi continenti considerati tra i protagonisti della narrativa contemporanea. Presentando Mandibula, la giornalista lo descrive come una versione oscura e allucinata del romanzo di formazione, in cui una giovane insegnante viene risucchiata nel mondo perturbante delle proprie allieve. Taglietti sottolinea la capacità dell’autrice di trasformare temi legati all’adolescenza, alla sessualità e alla costruzione dell’identità in una narrazione che utilizza gli strumenti dell’orrore per interrogare il presente. Il romanzo viene inoltre indicato come esempio della nuova narrativa latinoamericana capace di superare il realismo tradizionale e di esplorare territori letterari più inquieti e sperimentali.

Fonte: La Lettura

26 febbraio 2021 – Internazionale: Una segnalazione tra le novità dell’anno

Nella rubrica “Ricevuti”, Internazionale segnala l’uscita italiana di Mandibula, riassumendone la trama e mettendo in evidenza il legame tra il misterioso Dio Bianco, le paure adolescenziali e la figura dell’insegnante Clara. Sebbene si tratti di una breve presentazione e non di una recensione articolata, la presenza del romanzo sulle pagine della rivista testimonia l’attenzione che il libro ha suscitato anche presso il pubblico interessato alla letteratura internazionale contemporanea.

Fonte: Internazionale

Conclusione

La ricezione italiana di Mandibula ha riconosciuto fin da subito l’originalità del romanzo e la centralità di Mónica Ojeda nel panorama della narrativa contemporanea. Quotidiani, supplementi culturali e riviste letterarie hanno sottolineato soprattutto la capacità dell’autrice di utilizzare l’orrore per affrontare temi come l’adolescenza, il corpo, la sessualità, la religione e il potere. Da Tuttolibri a La Lettura, passando per Il Manifesto e Il Venerdì di Repubblica, emerge un consenso significativo: Mandibula non è soltanto un romanzo horror, ma un’opera che rinnova profondamente il romanzo di formazione e il gotico contemporaneo, trasformando la paura in uno strumento per raccontare il passaggio all’età adulta e le inquietudini del presente.

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