L’uomo dissolto di Franz Krauspenhaar: prime letture dalla stampa e una cornice critica sull’autore
Pubblicato da Polidoro nel 2026 nella collana Interzona, L’uomo dissolto racconta la vicenda di Marcel Bollini, poliziotto parigino vicino alla pensione che, dopo la morte di un collega in un incidente stradale, fugge negli Stati Uniti e si trova progressivamente davanti a una verità sempre più destabilizzante: per molti, lui non è mai esistito. La ricezione del romanzo è ancora iniziale; per questo, accanto alle prime recensioni dedicate al libro, è utile affiancare anche alcuni contributi su Franz Krauspenhaar e su un suo precedente noir, La presenza e l’assenza, che aiutano a mettere meglio a fuoco i temi di identità, sparizione e crisi dell’io che tornano anche qui.
26 febbraio 2026 – Il Giornale: un viaggio nel delirio e nella dissoluzione del protagonista
Nell’articolo pubblicato su Il Giornale, L’uomo dissolto viene presentato come un viaggio angosciante e profondo nella vita del protagonista. Il pezzo riassume il romanzo come una fuga che parte da Parigi, dopo un incidente mortale, e si trasforma via via in una vicenda in cui noir e suggestioni cinematografiche si intrecciano. La recensione insiste soprattutto sul fatto che il vero centro del libro non sia soltanto l’evento iniziale, ma la progressiva dissoluzione di Marcel Bollini, sempre più smarrito dentro una realtà che sembra negarne l’esistenza stessa.
Fonte: Il Giornale.
3 marzo 2026 – Il Giornale: hard boiled, umorismo nero e un genere sabotato dall’interno
In un secondo intervento uscito su Il Giornale, il romanzo viene segnalato tra i titoli più interessanti della produzione recente e descritto come un hard boiled “manomesso” senza però rinunciare alla propria struttura di base. Il pezzo riassume L’uomo dissolto come la storia di un commissario francese che, dopo l’incidente e la fuga in California con un’attrice di film horror, si ritrova in una catena di morti, sorprese e slittamenti della realtà. La segnalazione mette in evidenza soprattutto il tono del libro, fatto di umorismo nero, stile aspro e continui scarti rispetto ai codici più classici del noir.
Fonte: Il Giornale.
Aprile 2026 – Succedeoggi: il ritratto di un uomo che cerca di nascondersi alla vita
Nel contributo pubblicato su Succedeoggi, L’uomo dissolto viene riassunto come la storia di un poliziotto che prova disperatamente a nascondere sé stesso alla vita. Il pezzo insiste sul carattere esistenziale del romanzo e presenta Marcel Bollini come una figura che non fugge soltanto da una possibile colpa, ma anche da sé stesso. In questa lettura, il libro si concentra soprattutto sul rapporto tra identità e sparizione, facendo della dissoluzione del protagonista la forma estrema di una ricerca personale destinata a fallire o comunque a trasformarsi in qualcosa di radicalmente perturbante.
Fonte: Succedeoggi.
2019 – Satisfiction: già prima dell’uscita, Krauspenhaar parlava di una “storia sull’identità”
In un’intervista pubblicata da Satisfiction alcuni anni prima dell’uscita del romanzo, Franz Krauspenhaar raccontava di stare scrivendo un libro dal titolo provvisorio L’uomo dissolto, definendolo esplicitamente “una storia sull’identità”, ambientata in territori diversi dall’Italia. Anche se non si tratta di una recensione, questo passaggio è utile perché mostra con chiarezza quanto il nucleo del romanzo fosse già pensato dall’autore in questi termini: non semplicemente come thriller o noir, ma come racconto incentrato sulla perdita o sulla trasformazione dell’io.
Fonte: Satisfiction.
2 luglio 2020 – LuciaLibri: in La presenza e l’assenza un noir già attraversato da stanchezza del vivere e volontà di restare
La recensione pubblicata da LuciaLibri su La presenza e l’assenza, uno dei precedenti romanzi di Krauspenhaar, aiuta a leggere anche L’uomo dissolto in una traiettoria più ampia. Il pezzo presenta quel libro come un noir in cui, dietro il semplice impianto investigativo, si intrecciano stanchezza del vivere e desiderio di continuare comunque a esistere. La recensione sottolinea inoltre il carattere torbido e pericoloso della storia e una scrittura diretta, amara e disperata: elementi che tornano utili anche per comprendere il nuovo romanzo, dove la sparizione dell’identità sembra nascere proprio da una crisi profonda del rapporto con la vita.
Fonte: LuciaLibri.
Conclusione
Letto attraverso le prime recensioni e attraverso alcuni contributi che illuminano il percorso recente di Franz Krauspenhaar, L’uomo dissolto appare come un romanzo che parte dal noir ma si sposta presto verso un terreno più instabile, dove fuga, colpa, identità e sparizione diventano i veri nuclei della narrazione. Le prime letture critiche insistono soprattutto sulla dissoluzione del protagonista e sul carattere perturbante della sua vicenda; i testi sui libri precedenti dell’autore confermano invece che questa attenzione per figure segnate da stanchezza, frattura interiore e perdita di sé non nasce oggi, ma appartiene già da tempo alla sua scrittura.
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