L’oro e l’oscurità di Alberto Salcedo Ramos: letture critiche dalla stampa
Un ragazzo poverissimo della costa caraibica colombiana diventa campione del mondo di pugilato. La gloria lo trasforma in un simbolo nazionale, ma il successo lascia presto spazio alla caduta, alla dipendenza e alla solitudine.
Pubblicato in Italia da Polidoro Editore, L’oro e l’oscurità è uno dei libri più celebri del giornalista colombiano Alberto Salcedo Ramos, considerato tra i maggiori maestri del giornalismo narrativo latinoamericano. Attraverso la vicenda del primo campione del mondo colombiano di pugilato, Salcedo Ramos costruisce un racconto che unisce biografia, reportage e romanzo, trasformando la vita di Pambelé in una riflessione sulla gloria, sulla memoria e sul prezzo del successo.
22 agosto 2019 – XXI Secolo: Il ring come specchio di un popolo
L’oro e l’oscurità è presentato come molto più di una semplice biografia sportiva. Al centro del libro c’è la figura di Kid Pambelé, campione del mondo dei pesi welter junior, la cui ascesa e declino diventano il riflesso delle speranze e delle contraddizioni della Colombia.
Alberto Salcedo Ramos utilizza la boxe per raccontare il carattere di un’intera nazione. Il pugile non è soltanto un atleta straordinario, ma un eroe popolare capace di incarnare sogni, fragilità e desideri collettivi. Non a caso lo stesso autore afferma che, per i colombiani, Pambelé rappresenta ciò che Maradona significa per gli argentini.
La recensione apprezza la forza emotiva della scrittura di Salcedo Ramos, che unisce precisione giornalistica e partecipazione personale. Il risultato è un racconto in cui il ring diventa il luogo simbolico dove si combattono non solo incontri di pugilato, ma le aspirazioni e le sconfitte di un intero popolo.
Fonte: XXI Secolo
10 novembre 2019 – Il Foglio: “Quando la Colombia era boxe e la boxe era Pambelé”
Marco Pastonesi descrive il romanzo come un viaggio alla ricerca del vero Pambelé, più che una tradizionale biografia sportiva. Salcedo Ramos segue il campione nella sua vecchiaia, raccogliendo testimonianze di familiari, amici, allenatori e giornalisti per ricostruire una figura diventata leggenda nazionale.
Pastonesi evidenzia soprattutto la qualità narrativa del libro. Pur basandosi su un rigoroso lavoro giornalistico, Salcedo Ramos racconta la storia con l’intensità di un romanzo, restituendo tutta la complessità umana di un uomo che ha conosciuto sia la vetta sia l’abisso. La boxe diventa infine una metafora della vita stessa, capace di contenere insieme disciplina, violenza, riscatto e autodistruzione.
Fonte: Il Foglio
18 ottobre 2019 – Rivista Undici: “Kid Pambelé non è stato solo un pugile ma un simbolo della Colombia”
Gianni Montieri evidenzia come il pugile Kid Pambelé sia stato un simbolo per la Colombia: l’uomo che per primo ha insegnato a una nazione intera a vincere, abbandonando la cultura della sconfitta, ma, allo stesso tempo, Montieri ne esalta la complessa dimensione umana. Accostando la sua parabola autodistruttiva a quella di Maradona, l’articolo mette in luce il contrasto tra la gloria sul ring e l’oscurità del privato, descrivendo Pambelé come un uomo solo, fragile e divorato da eccessi e dipendenze, per il quale è stato molto più facile combattere che vivere.
Conclusione
Le recensioni dedicate a L’oro e l’oscurità concordano nel considerare il libro molto più di una biografia sportiva. Attraverso la figura di Kid Pambelé, Alberto Salcedo Ramos racconta la Colombia, le sue contraddizioni e il rapporto tra successo e fragilità.
Viene apprezzata la capacità dell’autore di fondere il rigore del reportage con gli strumenti della narrativa, trasformando la vicenda di un campione del mondo in una storia universale. Sul ring, come nella vita, ogni vittoria porta con sé il rischio della caduta: è proprio questo equilibrio tra luce e oscurità a rendere il libro uno dei più intensi esempi di giornalismo narrativo latinoamericano contemporaneo.
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