L’oltremondo di Emiliano Ereddia: letture critiche dalla stampa e dai blog
Pubblicato da Polidoro il 5 dicembre 2025 nella collana Interzona, L’oltremondo di Emiliano Ereddia è un romanzo distopico ambientato in un’Italia autoritaria e prossima, attraversata da repressione, tecnocrazia, cure farmacologiche obbligatorie e resistenze clandestine. Al centro della storia c’è Don, professore di storia epurato e trascinato dentro un sistema che altera il linguaggio, il corpo e la percezione del reale.
6 dicembre 2025 – Carmilla: una distopia del corpo, della voce e del linguaggio
Nel saggio pubblicato su Carmilla, L’oltremondo viene letto come una distopia letteraria che si incista in un’Italia futurologicamente prossima e autoritaria. Il pezzo insiste soprattutto sul fatto che il romanzo lavori sul corpo e sul linguaggio: il protagonista è sottoposto a farmaci e droghe, mentre la sua voce si muove dentro una comunicazione frantumata, ossessiva e instabile. La recensione sottolinea inoltre che il libro mette al centro un potere governato da algoritmi e intelligenze artificiali, facendo della crisi del linguaggio e della percezione uno dei suoi nuclei principali.
Fonte: Carmilla.
28 dicembre 2025 – Contorni di Noir: una distopia matura, tra complotto e sostituzione dell’umano
La recensione di Contorni di Noir presenta L’oltremondo come una distopia “matura”, costruita non su una grande catastrofe improvvisa ma su un’apocalisse lenta, avvenuta riforma dopo riforma. Il testo riassume il romanzo come un mondo abitato da hacker, demoni, agenti dello Stato, figure in codice e soggetti che arrivano a dubitare della propria stessa umanità. Il pezzo insiste inoltre sul flusso di coscienza del protagonista, visto come ultimo strumento di sopravvivenza in un’Italia dove la tecnocrazia non elimina fisicamente l’uomo, ma tende piuttosto a sostituirlo e svuotarlo dall’interno.
Fonte: Contorni di Noir.
9 marzo 2026 – Il Giornale: un’Italia distopica tra farmaci, repressione e controinformazione
Nell’articolo pubblicato su Il Giornale, L’oltremondo viene presentato come un romanzo in cui la distanza tra distopia e realtà appare minima. Il pezzo riassume il libro come la storia di Don, professore di storia gettato nell’infamia dal Governo-Polizia e costretto a una cura farmacologica che deve rimetterlo in riga. Accanto a lui compaiono figure come Orso, la sorella e un piano rivoluzionario costruito su messaggi sovversivi e controinformazione. La recensione mette in evidenza soprattutto la forza della voce narrante, descritta come un flusso continuo di pensieri, interrogatori, riflessioni filosofiche e linguistiche.
Fonte: Il Giornale.
Conclusione
Le prime letture critiche dedicate a L’oltremondo restituiscono un quadro già abbastanza coerente. Dalla stampa ai blog emerge infatti un romanzo letto come distopia politica e linguistica, costruito su un’Italia deformata ma riconoscibile, dove il controllo passa attraverso farmaci, algoritmi, sorveglianza e manipolazione della realtà. Accanto alla componente di complotto e resistenza, le diverse recensioni mettono in rilievo anche altri nuclei forti: il corpo come luogo di coercizione, la voce narrante come spazio di sopravvivenza e il sospetto che, nell’oltremondo immaginato da Ereddia, l’umano stia già cedendo terreno a qualcosa di più freddo, impersonale e automatico.
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