Lola & Vlad di Piero Melati: letture critiche dalla stampa e dai blog
Una chat erotica nei primi anni Duemila. Due ragazzi che si incontrano dietro nickname e schermi luminosi. Una comunità di vampiri che forse è un gioco di ruolo e forse no. Una Palermo digitale diventata terra di confine tra gotico e cyberspazio, tra desiderio e dipendenza, tra corpo e avatar.
Pubblicato da Polidoro Editore nella collana Interzona, Lola & Vlad è il primo romanzo di finzione di Piero Melati, storico giornalista dell’Ora e di Repubblica, cronista di mafia e firma culturale tra le più riconoscibili del giornalismo italiano degli ultimi decenni. Con questo libro Melati attraversa territori inattesi: il folklore vampirico, la nascita delle comunità online, le mitologie della rete e la nostalgia di un internet ancora misterioso e inesplorato.
27 gennaio 2025 – La Repubblica: I vampiri immortali nelle chat proibite
La recensione di Francesca Tamburini è probabilmente il contributo più importante apparso sul romanzo. Repubblica descrive Lola & Vlad come un libro «romanzesco, disturbante e coinvolgente» che si muove continuamente sul confine tra realtà e virtualità. Al centro della storia ci sono Lola e Vlad, due giovani che si incontrano online all’interno di una comunità di individui che si definiscono vampiri e che sembrano vivere sospesi tra gioco di ruolo, setta e autentica esperienza esistenziale.
Tamburini insiste soprattutto sul contesto storico scelto da Melati: i primi anni Duemila, quando internet appariva ancora come un continente sconosciuto, un luogo di possibilità ma anche di pericoli e ossessioni. Il vampiro abbandona castelli e cripte per abitare chat, forum e comunità digitali, diventando simbolo di una nuova forma di immortalità: quella della connessione permanente, dell’identità virtuale e del desiderio di sfuggire al tempo e alla morte.
La recensione mette inoltre in evidenza la capacità del romanzo di mescolare thriller, horror e riflessione sociale, evocando riferimenti che vanno da Bram Stoker a Murnau fino alle inquietudini contemporanee di Black Mirror. Più che un semplice romanzo sui vampiri, Lola & Vlad viene così letto come una riflessione sulle nuove frontiere dell’umano e sui confini sempre più fragili tra vita reale e vita digitale.
Fonte: La Repubblica
Marzo 2025 – Carmilla: Il vampiro come creatura del presente
Tra i primi contributi critici dedicati al libro, quello di Franco Pezzini su Carmilla è probabilmente il più significativo per chi si occupa di immaginario gotico e fantastico. Pezzini legge Lola & Vlad come un esempio di quella che definisce età neogotica, in cui il vampiro continua a reinventarsi per adattarsi alle paure e ai desideri di ogni epoca. Nel romanzo di Melati il mostro lascia definitivamente i castelli della Transilvania e approda nelle comunità virtuali, nei giochi di ruolo e nelle sottoculture digitali dei primi anni Duemila.
Fonte: Carmilla
22 novembre 2024 – Nazione Indiana: Il gotico entra nel web
Con la pubblicazione del prologo del romanzo, Nazione Indiana è tra i primi luoghi a intercettare la natura particolare del progetto di Melati. Il testo mette in luce l’incontro tra immaginario gotico e cultura digitale, tra il mito del vampiro e la nascita delle prime comunità virtuali. I castelli vengono sostituiti dalle chat, le cripte dai forum, mentre il senso di mistero e di minaccia rimane sorprendentemente intatto.
Fonte: Nazione Indiana
Marzo 2025 – The Bookish Explorer: Una storia d’amore dentro l’apocalisse digitale
La recensione pubblicata da The Bookish Explorer insiste soprattutto sull’atmosfera del romanzo e sulla sua natura ibrida. I linguaggi dei primi giochi di ruolo online, le paure millenaristiche dell’inizio del secolo, le chat e il folklore vampirico convivono all’interno di una storia che resta prima di tutto una storia d’amore. Lola e Vlad attraversano un paesaggio popolato da sette esoteriche, malattie misteriose e città virtuali abbandonate, mentre il romanzo alterna ironia, malinconia e immaginario horror.
Fonte: The Bookish Explorer
Agosto 2025 – Repubblica: L’ultima invenzione di Piero Melati
Nel ricordo pubblicato da Repubblica dopo la morte dello scrittore e giornalista, Lola & Vlad viene descritto come «l’ultima strambata della sua immaginazione», il libro con cui Melati aveva deciso di approdare al fantastico e al gotico dopo una vita trascorsa tra cronaca, mafia e reportage culturale. L’articolo ricorda il romanzo come una storia d’amore nata nelle chat e attraversata da sette vampiriche e scenari psichedelici, sottolineando la libertà con cui l’autore aveva scelto di esplorare territori completamente nuovi rispetto alla sua produzione precedente.
Fonte: Repubblica
Conclusione
Le prime letture dedicate a Lola & Vlad sembrano convergere su un punto: Piero Melati ha scritto un romanzo profondamente contemporaneo servendosi di una delle figure più antiche dell’immaginario occidentale.
I suoi vampiri non vivono nei castelli ma nelle chat, nei giochi di ruolo e nelle comunità digitali. Il sangue continua a essere importante, ma convivono con esso modem, nickname, avatar e leggende metropolitane della rete nascente.
Per chi ha conosciuto internet quando era ancora un territorio inesplorato, Lola & Vlad è anche un viaggio dentro un’epoca in cui ogni finestra di chat sembrava poter aprire un mondo nuovo. E forse, qualche volta, anche qualcosa di molto più oscuro.
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