Disponibilità: Disponibile

Le forme

 20,00

copertina di /Tracciafantasma/

Vuoi uno sconto? Diventa socio!
Collana:

Descrizione

Nel suo itinerario da smantellatore di edifici a scultore governativo, Abel ha una storia gastrica molto intricata, che lo costringe a muoversi sull’isola tra ricerche diverse e rigorosamente ufficiose: ad esempio, provare a spiegarsi il mistero di un fratello maratoneta scomparso da un giorno all’altro assieme all’allucinazione leonina che gli faceva da animale domestico, o sgranellarsi in testa le vicende di un padre che forse ha voluto annegarsi e forse no, il tutto mentre è in cerca di indizi che lo portino a ricongiungersi  a una fidanzata caduta forse preda di un gruppo di rivoluzionari che cerca d’instaurare la violenza in una società che ne è priva. Eccezion fatta, ovviamente, per il trucidamento degli animali che minacciano il quieto vivere.Lavorando a una statua che servirà a inaugurare le 392sime Giornate del Culto, Abel si accorgerà che frammenti diversi del suo passato mettono a rischio la sua identità isolana, e che dal sottosuolo l’anno zero si avvicina minacciando di collidere nuovamente con la Storia. Quella ufficiale o quella gastrica?

Un romanzo picaresco, pynchoniano, a tratti esistenziale, quello di Fabrizio Schepisi. Un esordio sul dolore simbolico della perdita che fonda mondi e ne apre altri già conosciuti, come ha fatto lo scrittore della stupefazione Mervyn Peake col suo trilogico Gormenghast.

Recensioni

Le forme di Fabrizio Schepisi: prime letture dalla stampa e dai blog

Pubblicato da Polidoro nella collana Interzona, Le forme è il romanzo d’esordio di Fabrizio Schepisi. Ambientato su un’isola che non conosce il resto del mondo né il concetto di Dio, il libro immagina una società in cui le emozioni negative sono state abolite e in cui il protagonista, Abel, si trova ad affrontare il presunto suicidio del padre e la scomparsa del fratello e della fidanzata senza avere davvero gli strumenti per elaborare il dolore.

17 aprile 2026 – Il Reggino: un’isola senza dolore e una storia di perdita

Nel pezzo pubblicato da Il Reggino, Le forme viene presentato come un romanzo costruito attorno a un paradosso radicale: una comunità che ha abolito il dolore e la morte come categorie condivise. L’articolo riassume il libro come la vicenda di un protagonista che, dopo essere stato demolitore di edifici del primo urbanesimo e poi scultore al servizio della Gestione, si trova a fare i conti con eventi laceranti in un mondo che non possiede più il linguaggio per riconoscerli. Ne emerge soprattutto il tema della perdita, non come esperienza privata soltanto, ma come frattura che mette in crisi l’intero ordine simbolico dell’isola.

Fonte: Il Reggino

28 aprile 2026 – Yes Calabria: la ricerca dei dispersi e il ritorno della violenza

Nell’articolo pubblicato da Yes Calabria, il romanzo viene raccontato come la storia di una ricerca personale che si intreccia con la memoria della fondazione dell’isola. Il contributo insiste sul fatto che Schepisi costruisca il libro in uno spazio “senza lutto né linguaggio del dolore”, dove Abel ripercorre la propria storia dimenticata mentre cerca tracce dei suoi cari scomparsi. La presentazione mette anche in evidenza la presenza di un gruppo di ribelli deciso a restituire al mondo la violenza perduta da secoli, sottolineando così la tensione tra ordine artificiale e riemersione del conflitto.

Fonte: Yes Calabria

9 maggio 2026 – CULT and Social: Abel, la memoria e il simbolo delle forme

Nel resoconto pubblicato da CULT and Social in occasione della presentazione alla libreria Ave-Ubik, il centro del romanzo viene individuato nella figura di Abel e nella sua necessità di dare forma a qualcosa che non si ricorda più. Il pezzo riassume infatti Le forme come un romanzo in cui la creatività del protagonista diventa una specie di totem capace di fermare il tempo e di provare a trattenere ciò che rischia di scomparire. La lettura insiste inoltre sull’immedesimazione possibile nei personaggi e sul modo in cui il libro accompagna il lettore dentro un’isola che ignora la sofferenza ma deve, poco a poco, fare i conti con il proprio passato.

Fonte: CULT and Social

Conclusione

Le prime letture dedicate a Le forme mostrano già alcuni nuclei ricorrenti: l’invenzione di una società che ha cancellato il dolore, la ricerca di un linguaggio capace di nominare la perdita, il rapporto tra memoria personale e ordine collettivo, e la funzione simbolica delle “forme” come tentativo di trattenere il tempo e l’assenza. Più che su una ricezione già ampia e consolidata, il romanzo può per ora contare su una prima attenzione che ne ha colto con chiarezza l’impianto distopico, il valore allegorico e la riflessione sulla sofferenza.

Informazioni aggiuntive

Autore

Recensioni

Non ci sono ancora discussioni.

Risonanze

Recensisci per primo “Le forme”

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *