Le forme di Fabrizio Schepisi: prime letture dalla stampa e dai blog
Pubblicato da Polidoro nella collana Interzona, Le forme è il romanzo d’esordio di Fabrizio Schepisi. Ambientato su un’isola che non conosce il resto del mondo né il concetto di Dio, il libro immagina una società in cui le emozioni negative sono state abolite e in cui il protagonista, Abel, si trova ad affrontare il presunto suicidio del padre e la scomparsa del fratello e della fidanzata senza avere davvero gli strumenti per elaborare il dolore.
17 aprile 2026 – Il Reggino: un’isola senza dolore e una storia di perdita
Nel pezzo pubblicato da Il Reggino, Le forme viene presentato come un romanzo costruito attorno a un paradosso radicale: una comunità che ha abolito il dolore e la morte come categorie condivise. L’articolo riassume il libro come la vicenda di un protagonista che, dopo essere stato demolitore di edifici del primo urbanesimo e poi scultore al servizio della Gestione, si trova a fare i conti con eventi laceranti in un mondo che non possiede più il linguaggio per riconoscerli. Ne emerge soprattutto il tema della perdita, non come esperienza privata soltanto, ma come frattura che mette in crisi l’intero ordine simbolico dell’isola.
Fonte: Il Reggino
28 aprile 2026 – Yes Calabria: la ricerca dei dispersi e il ritorno della violenza
Nell’articolo pubblicato da Yes Calabria, il romanzo viene raccontato come la storia di una ricerca personale che si intreccia con la memoria della fondazione dell’isola. Il contributo insiste sul fatto che Schepisi costruisca il libro in uno spazio “senza lutto né linguaggio del dolore”, dove Abel ripercorre la propria storia dimenticata mentre cerca tracce dei suoi cari scomparsi. La presentazione mette anche in evidenza la presenza di un gruppo di ribelli deciso a restituire al mondo la violenza perduta da secoli, sottolineando così la tensione tra ordine artificiale e riemersione del conflitto.
Fonte: Yes Calabria
9 maggio 2026 – CULT and Social: Abel, la memoria e il simbolo delle forme
Nel resoconto pubblicato da CULT and Social in occasione della presentazione alla libreria Ave-Ubik, il centro del romanzo viene individuato nella figura di Abel e nella sua necessità di dare forma a qualcosa che non si ricorda più. Il pezzo riassume infatti Le forme come un romanzo in cui la creatività del protagonista diventa una specie di totem capace di fermare il tempo e di provare a trattenere ciò che rischia di scomparire. La lettura insiste inoltre sull’immedesimazione possibile nei personaggi e sul modo in cui il libro accompagna il lettore dentro un’isola che ignora la sofferenza ma deve, poco a poco, fare i conti con il proprio passato.
Fonte: CULT and Social
Conclusione
Le prime letture dedicate a Le forme mostrano già alcuni nuclei ricorrenti: l’invenzione di una società che ha cancellato il dolore, la ricerca di un linguaggio capace di nominare la perdita, il rapporto tra memoria personale e ordine collettivo, e la funzione simbolica delle “forme” come tentativo di trattenere il tempo e l’assenza. Più che su una ricezione già ampia e consolidata, il romanzo può per ora contare su una prima attenzione che ne ha colto con chiarezza l’impianto distopico, il valore allegorico e la riflessione sulla sofferenza.
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