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Le 12 civette

ISBN: 9791281852051

 20,00

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Collana:

Descrizione

Un complottista paranoico con un matrimonio problematico alle spalle. Un’avveniristica start-up biomedicale con sede nel cuore delle Dolomiti. Un gruppo di ecologisti filo-nazisti devoti alla stregoneria e al satanismo. Una ragazza che scompare improvvisamente nel nulla. La più grande campagna di vaccinazione di massa nella storia dell’umanità. Fino a che punto è possibile raccontare una storia senza alterarne il contenuto? Qual è il confine tra la presunta obiettività dei fatti e le loro interpretazioni? È possibile innamorarsi di una persona che non esiste?

Juliette Evola prova a rispondere a queste domande con un thriller eccentrico, condito di suspense, citazioni libresche, riferimenti all’attualità e una spruzzatina di esoterismo. Tra i deliri psicotici de L’isola della paura di Dennis Lehane e i divertissement storiografici e situazionisti di Luther Blissett, tra i nastri di Moebius di Mullholland Drive di David Lynch e i complotti satanisti di Rosemary’s Baby di Roman Polanski, Le 12 civette ci trasporta in un labirinto narrativo nel quale sarà inevitabile perdersi.

Recensioni

Le 12 civette di Juliette Evola: prime letture dalla stampa e dai blog

Pubblicato da Polidoro Editore il 31 gennaio 2025 nella collana Interzona, Le 12 civette di Juliette Evola è un romanzo di oltre seicento pagine che intreccia thriller, complottismo, esoterismo e attualità. Al centro della storia c’è Samuele, uomo segnato da un matrimonio fallito e da una crescente paranoia, che durante la pandemia si lega a distanza a una ragazza di Agordo e si ritrova poi coinvolto in una sparizione, in simboli oscuri e in un labirinto di interpretazioni sempre più instabili. Le recensioni e le segnalazioni già uscite mettono a fuoco con chiarezza alcuni nuclei ricorrenti: il clima del 2020, la dimensione del complotto, l’esoterismo, la struttura labirintica e la tensione tra realtà e interpretazione.

11 maggio 2025 – Il Giornale: un viaggio inquietante fra complotti e solitudine

Nell’articolo pubblicato su Il Giornale, Le 12 civette viene presentato come un romanzo “splendido e magnetico” costruito sullo sfondo dell’Italia bloccata dal Covid. Il pezzo riassume il libro come la storia di Samuele Benato, uomo separato, complottista, segnato dalla solitudine e da un immaginario fatto di alchimia, storia occulta e sfiducia verso il presente, che durante la pandemia trova in Lorena una forma di salvezza affettiva prima di precipitare in una nuova vertigine quando la ragazza scompare. La recensione insiste soprattutto sul carattere inquietante del viaggio del protagonista e sulla capacità del romanzo di tenere insieme tensione narrativa, cultura libresca e suggestioni hitchcockiane.

Fonte: Il Giornale.

2025 – KULT Underground: un thriller esoterico che parla anche del presente

Nel contributo pubblicato da KULT Underground, il romanzo viene presentato come un thriller esoterico che però sfugge a una classificazione univoca. Il pezzo riassume Le 12 civette come una storia di misteriose sparizioni, folklore dolomitico, riferimenti all’attualità e materiali testuali eterogenei, accompagnati da citazioni colte e da immagini di tarocchi che orientano la lettura di alcuni snodi centrali. La segnalazione mette così in evidenza il carattere ibrido del libro, che unisce suspense, repertorio simbolico e osservazione del presente.

Fonte: KULT Underground.

24 ottobre 2025 – Punto Magazine: un percorso iniziatico tra pandemia, fake news e simboli occulti

Nel pezzo pubblicato da Punto Magazine, Le 12 civette viene descritto come un romanzo avvolto da un’atmosfera inquieta e ipnotica. L’articolo riassume la vicenda a partire da Samuele, quarantenne ferrarese ossessionato da teorie complottiste e travolto dal clima del 2020, che trova un equilibrio precario nella relazione virtuale con Lorena fino al momento della sua sparizione. La segnalazione insiste in particolare sul carattere iniziatico del racconto, sulle simbologie esoteriche e sulle digressioni storiche e folkloristiche che accompagnano il percorso del protagonista.

Fonte: Punto Magazine.

5 novembre 2025 – La Bottega di Hamlin: thriller, esoterismo e alienazione contemporanea

La recensione pubblicata da La Bottega di Hamlin presenta Le 12 civette come un’opera che fonde l’impianto del thriller con la tensione simbolica dell’esoterismo e con una forte densità psicologica. Il pezzo riassume il romanzo come una storia ambientata tra Ferrara e Agordo, luoghi letti come polarità complementari tra isolamento urbano e richiamo della montagna, dentro l’anno traumatico della pandemia. La recensione sottolinea inoltre il modo in cui il libro usa il mistero e il dramma interiore per riflettere sull’alienazione contemporanea e sulla crisi dell’identità.

Fonte: La Bottega di Hamlin.

17 aprile 2025 – L’Eco del Nulla: una cornice sull’autrice e sul progetto del romanzo

Poiché la rassegna critica del singolo titolo è ancora relativamente contenuta, è utile considerare anche l’intervista pubblicata da L’Eco del Nulla, che aiuta a collocare meglio il libro. Il contributo presenta Juliette Evola come autrice di origini cecoslovacche, con un passato nel teatro e nel cinema d’animazione e un lungo approdo triestino, e riassume Le 12 civette come la storia del complottista Samuele che nel 2020 finisce a sua volta vittima di un complotto. Pur non essendo una recensione, il testo è utile perché conferma alcuni assi fondamentali del progetto: l’interesse per esoterismo, occultismo, eversione, scrittura e ambiguità identitaria.

Fonte: L’Eco del Nulla.

Conclusione

Le prime letture dedicate a Le 12 civette restituiscono un quadro abbastanza coerente della ricezione del romanzo di Juliette Evola. Dalla stampa ai blog culturali emerge infatti un libro letto come thriller eccentrico e labirintico, costruito sullo sfondo della pandemia ma capace di allargarsi verso il complotto, l’esoterismo, il folklore e la crisi dell’interpretazione. Accanto alla suspense, ricorrono in quasi tutti gli interventi anche altri nuclei forti: la solitudine del protagonista, la presenza di un immaginario simbolico insistente e la volontà di trasformare il mistero narrativo in una riflessione più ampia sul presente e sulle sue deformazioni.

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