Disponibilità: Disponibile

La guardiana della notte

Autore: Diamela Eltit
ISBN: 979128185037

 16,00

Traduzione di Laura Scarabelli

illustrazione di Adriano Corbi

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Collana:

Descrizione

Durante 17 interminabili notti una gufa guardiana, dall’alto del suo baobab, racconta la resistenza degli abitanti di un quartiere ostaggio delle forze nemiche della Compagnia che, nei suoi deliri di riqualificazione urbana, ne progetta la distruzione. Si susseguono così le vicende di madre Margarita, che un pomeriggio decide di togliere il crocifisso dalla parete e di vendere il suo abito alla vicina, della fuga delle tre monache divenute braccianti a ore e poi coniglie libertine, di Misael che, dopo la strenua difesa del quartiere, veste i panni di un delfino famoso, di Alicia, la madre e la figlia, e dei loro bizzarri amanti.

Attingendo dalla nota cronaca dello sgombero di Villa San Luis, durante la dittatura, Diamela Eltit con La guardiana della notte ci regala una favola urbana dotata del surrealismo di Petrolio di Pasolini e una caratterizzazione manierista che porta alla ricerca di nuovi valori umani come in Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini. Le dinamiche del neoliberismo vedono i corpi, le parole e i ricordi stessi assediati dall’onnipresenza di un potere imperscrutabile e inconoscibile. Alla scrittura, alla gufa-pagina, non resta che il compito di popolare di storie l’oscurità.

 

Recensioni

La guardiana della notte di Diamela Eltit: letture critiche dalla stampa e dai blog

Pubblicato da Polidoro Editore nella collana I Selvaggi, La guardiana della notte (Falla humana), tradotto da Laura Scarabelli, è uno dei romanzi più recenti di Diamela Eltit, tra le figure centrali della letteratura latinoamericana contemporanea. Ambientato in una comunità minacciata dall’espulsione per mano di un’onnipotente Compagnia, il libro intreccia allegoria, memoria storica e critica sociale. Attraverso la figura della Civetta che osserva e custodisce gli abitanti del quartiere, Eltit costruisce una narrazione che riflette sulle trasformazioni dello spazio urbano, sulla precarietà delle comunità e sulle conseguenze umane della violenza economica e politica.

5 dicembre 2022 – Doppiozero: Ritratto di un’autrice errante

Nel profilo dedicato a Diamela Eltit, Federica Arnoldi ripercorre la traiettoria letteraria e artistica della scrittrice cilena, mettendo in luce la sua costante attenzione per le figure marginali, i corpi vulnerabili e le forme di esclusione prodotte dal potere. L’articolo ricostruisce il rapporto tra la sua opera narrativa, l’esperienza della dittatura cilena e le pratiche artistiche d’avanguardia sviluppate negli anni Ottanta. Pur non occupandosi direttamente de La guardiana della notte, il contributo offre strumenti fondamentali per comprendere la poetica dell’autrice e il modo in cui la sua scrittura trasforma questioni sociali e politiche in materia narrativa.

Fonte: DoppiozeroAttachment.tiff

7 dicembre 2020 – The BookAdvisor: Il supermercato come allegoria del potere

Nella recensione di Manodopera, altro romanzo di Diamela Eltit pubblicato da Polidoro Editore, Elisa Cogoni mette in evidenza la capacità dell’autrice di rappresentare il lavoro contemporaneo come esperienza di controllo, alienazione e perdita di identità. Il supermercato raccontato nel romanzo diventa un microcosmo dove il corpo umano viene progressivamente assorbito dalla logica della produzione e del consumo. Questa lettura aiuta a contestualizzare La guardiana della notte, che riprende molte delle stesse ossessioni: il rapporto tra individui e sistemi economici, la fragilità delle comunità e la resistenza dei soggetti marginalizzati di fronte alle strutture del potere.

Fonte: The BookAdvisorAttachment.tiff

12 dicembre 2024 – Università degli Studi di Milano: Una favola per il mondo globale

Nella presentazione critica del romanzo curata da Laura Scarabelli, traduttrice dell’opera, La guardiana della notte viene descritta come una favola contemporanea che affronta le dinamiche dell’espulsione e della cancellazione delle comunità urbane. Al centro del libro si trova un quartiere destinato alla demolizione e una popolazione costretta a confrontarsi con la perdita della propria memoria collettiva. La figura della Civetta assume il ruolo di custode e testimone di un mondo in procinto di scomparire. Il contributo sottolinea come Eltit riesca a trasformare una vicenda locale in una riflessione più ampia sulle forme contemporanee della violenza economica.

Fonte: Università degli Studi di MilanoAttachment.tiff

12 gennaio 2025 – Il Manifesto: Allucinate mutazioni

Nella recensione pubblicata da Francesca Lazzarato, La guardiana della notte viene interpretato come una potente allegoria della speculazione urbana e della cancellazione delle comunità popolari. L’articolo collega il romanzo ad alcuni episodi della storia cilena, in particolare alle politiche di sgombero e ridefinizione degli spazi urbani sviluppate durante e dopo la dittatura. Secondo Lazzarato, Eltit costruisce una narrazione che mescola realismo e visione, cronaca e fiaba, dando vita a un universo in cui gli animali, i corpi e gli edifici partecipano alla stessa metamorfosi. La recensione evidenzia inoltre la straordinaria capacità dell’autrice di mantenere una forte tensione politica senza rinunciare alla complessità letteraria.

Fonte: Il ManifestoAttachment.tiff

2025 – Cátedra Abierta Diamela Eltit: Letteratura, memoria e comunità

Nel materiale dedicato all’opera dell’autrice e alle sue più recenti pubblicazioni, viene sottolineata la centralità dei temi della memoria, della vulnerabilità sociale e della resistenza collettiva. La guardiana della notte viene collocato all’interno di un percorso narrativo che da decenni interroga il rapporto tra potere e marginalità, mostrando come la letteratura possa diventare uno spazio di conservazione delle voci escluse. Il contributo mette in evidenza la continuità tra i romanzi più recenti e i testi che hanno reso Eltit una delle figure più influenti della narrativa latinoamericana contemporanea.

Fonte: Cátedra Abierta Diamela EltitAttachment.tiff

Conclusione

Le letture dedicate a La guardiana della notte mostrano come il romanzo si inserisca pienamente nel percorso letterario di Diamela Eltit. Critici e studiosi hanno evidenziato la continuità tra quest’opera e libri precedenti come Manodopera: al centro rimangono i corpi esposti al potere, le comunità minacciate dall’esclusione e le conseguenze umane delle trasformazioni economiche. Le recensioni e gli approfondimenti dedicati al romanzo insistono in particolare sulla sua capacità di unire dimensione allegorica e radicamento storico, costruendo una narrazione che parla del Cile ma anche delle forme contemporanee della precarietà e dello sradicamento. In questo equilibrio tra immaginazione e critica sociale risiede una delle ragioni della persistente centralità di Diamela Eltit nel panorama letterario internazionale

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