La città dei serpenti di Lorenzo Monfregola: letture critiche dalla stampa e dai blog
Pubblicato da Polidoro Editore nel 2025 nella collana Interzona, La città dei serpenti di Lorenzo Monfregola è un romanzo distopico e cyberpunk ambientato in una città governata da un’Intelligenza Serpente, dove la comparsa di alcuni cadaveri con una misteriosa macchia argentata mette in crisi l’intero sistema dell’Equilibrio. Al centro della storia c’è l’Agente Kajus, incaricato di indagare in un mondo segnato da controllo sociale, violenza e perdita della memoria del passato.
22 novembre 2025 – CrunchEd: una città-prigione governata dall’algoritmo
Nella recensione pubblicata su CrunchEd, La città dei serpenti viene presentato come un romanzo costruito attorno a una città chiusa e gerarchica, dove l’Equilibrio non coincide con l’armonia ma con una forma di prigionia. Il pezzo riassume il libro come la storia di Kajus, agente fedele all’Intelligenza Serpente, chiamato a muoversi in una società divisa tra Bianchi, Neri e Impuri, mentre nei bassifondi iniziano a comparire corpi segnati da una macchia d’argento. La recensione mette in evidenza soprattutto il rapporto tra controllo algoritmico, separazione sociale e paranoia, sottolineando come il romanzo trasformi l’infrastruttura della città in un vero dispositivo politico.
Fonte: CrunchEd.
24 novembre 2025 – Cultweek: quattro cadaveri, una città senza memoria e una catabasi nel cuore del sistema
Nel contributo pubblicato da Cultweek, il romanzo viene presentato a partire dal ritrovamento di quattro cadaveri e dal timore che stia per arrivare una nuova Grande Accelerazione. Il pezzo riassume La città dei serpenti come una distopia in cui i serpenti hanno salvato l’umanità dall’estinzione, ma al prezzo di una città costruita sulla perdita del passato e su un controllo costante. La recensione sottolinea inoltre il carattere visionario dell’ambientazione, l’importanza della lingua aspra e graffiante affidata a Kajus e il fatto che il romanzo intrecci mistero, cyberpunk, riflessione sul Bene e sul Male e una vera e propria discesa nel cuore oscuro della città.
Fonte: Cultweek.
6 dicembre 2025 – Carmilla: una distopia di corpo e linguaggio
Nel saggio pubblicato su Carmilla, La città dei serpenti viene inserito tra le uscite distopiche più originali del periodo e descritto come un romanzo ambientato in un pianeta non terrestre di un futuro lontanissimo. Il contributo insiste sul fatto che il libro non lavori solo sulla costruzione del mondo, ma anche sulla voce del protagonista e sul rapporto tra corpo e linguaggio. La recensione mette in evidenza che la comunicazione di Kajus si presenta come una forma frantumata, fatta di stringhe alfanumeriche e perdita di lucidità, e suggerisce così che la crisi raccontata dal romanzo non riguardi soltanto il sistema politico, ma anche il modo stesso in cui il soggetto percepisce e racconta il mondo.
Fonte: Carmilla.
18 marzo 2026 – Dissipatio: fanatismo, tecnologia e claustrofobia
La lettura proposta da Dissipatio presenta La città dei serpenti come un’esperienza narrativa ipnotica e claustrofobica. Il pezzo riassume il romanzo a partire dall’atmosfera del Teschio, città isolata dal Muro del Caldo, e dal ruolo di Kajus come ingranaggio di una società-macchina governata da logiche matematiche e da un equilibrio sempre precario. La recensione sottolinea soprattutto il modo in cui il libro lega fanatismo e tecnologia, descrivendo una realtà post-apocalittica in cui la sopravvivenza dell’umanità dipende da entità biomeccaniche e in cui ogni ordine apparente nasconde una violenza pronta a riemergere.
Fonte: Dissipatio.
Conclusione
Le recensioni dedicate a La città dei serpenti restituiscono un quadro abbastanza coerente della ricezione del romanzo di Lorenzo Monfregola. Dalla stampa culturale ai blog emerge infatti un libro letto come distopia cyberpunk, politica e visionaria, costruita attorno a una città governata dal controllo, alla figura di Kajus e a un immaginario in cui serpenti, tecnologia, gerarchie sociali e crisi del linguaggio si intrecciano continuamente. Accanto all’indagine e alla costruzione del mondo, molti interventi mettono in rilievo anche altri nuclei forti: la perdita della memoria, la fragilità dell’Equilibrio e la trasformazione del corpo e della voce in uno spazio di conflitto.
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