John Marr e altri marinai e Napoli al tempo di re Bomba di Herman Melville: letture critiche dalla stampa e dalle riviste
Il mare aperto, il fragore della memoria che emerge dal passato. Il silenzio di chi ha abbandonato la prosa per rifugiarsi in un’arte “impopolare” e modernissima: la poesia.
Pubblicato da Polidoro Editore, John Marr e altri marinai svela al pubblico italiano il lato meno noto di Herman Melville, il gigante di Moby Dick. Tradotto e curato da Gordon Poole, studioso e americanista d’elezione, quest’opera rivela l’intensità di Melville poeta, capace di dialogare con la memoria, con l’eros e con la storia attraverso uno sperimentalismo metrico sorprendente.
16 dicembre 2019 – Eroica Fenice: Buon compleanno Melville! Al Teatro Diana si celebra il bicentenario
L’articolo di Rossella Siano racconta la presentazione del volume al Teatro Diana di Napoli, svoltasi in occasione del bicentenario della nascita dello scrittore. La serata si configura come una vera e propria celebrazione della poetica melvilliana, arricchita dalla lettura di Susannah Poole e dai contributi dell’editore Polidoro, del traduttore Gordon Poole, dell’illustratrice Cristina Cerminara e del giornalista Pier Luigi Razzano.
John Marr e altri marinai affronta il tema della memoria attraverso racconti e frammenti di avventure di mare. Il volume è arricchito dalle illustrazioni oniriche in trasparenza di Cristina Cerminara, ideate per ricreare visivamente il meccanismo della stratificazione dei ricordi.
Fonte: Eroica Fenice
Estate 2020 – Iperstoria: La riscoperta del Melville poeta
Donatella Izzo firma un’approfondita disamina critica in cui affronta il bizzarro destino della poesia melvilliana, storicamente trascurata sia dal grande pubblico sia dagli americanisti di professione. Izzo sottolinea come l’idea della poesia come semplice “ripiego” dopo i fallimenti commerciali dei romanzi sia ingiusta: Melville dedicò alla poesia ben trent’anni della sua vita, producendo un corpus di versi imponente che supera per estensione quello di altri autori canonici.
La recensione si sofferma sull’audacia di John Marr e altri marinai, dove l’io lirico tradizionale si eclissa per lasciare spazio a monologhi drammatici di vecchi marinai e a paesaggi marini fortemente metaforici.
Donatella Izzo definisce la traduzione un vero e proprio tour de force filologico e poetico, capace di radicare la dizione audace, allusiva ed ellittica di Melville direttamente nella tradizione letteraria italiana.
Fonte: Iperstoria
22 marzo 2020 – Il Manifesto: Melville in proficua tensione con i limiti della metrica
Giorgio Mariani analizza la rivalutazione contemporanea della poesia di Melville, collocando lo scrittore come la “terza grande voce” dell’Ottocento americano accanto a giganti del calibro di Walt Whitman ed Emily Dickinson. Il merito di questa riscoperta in Italia va attribuito in gran parte a Gordon Poole, il cui lavoro di traduzione per Polidoro Editore restituisce la precoce modernità di un autore costantemente sospeso tra la rigidità della forma e l’esuberanza del significato.
Mariani evidenzia il decennale labor limae di Poole dietro la traduzione di John Marr e altri marinai,novità assoluta per l’Italia e conclude che la forza e la modernità di Melville risiedano proprio nella profonda consapevolezza di questo scontro metrico: versi che, come marosi infranti sulle palme dei mari del Sud, si ribellano continuamente ai propri confini.
Fonte: Il Manifesto
Conclusione
Superando il radicato pregiudizio che lo vorrebbe esclusivamente romanziere, la critica riscopre Melville poeta sperimentale, intimo, politico e formidabilmente moderno. I suoi versi, che si snodano tra la nostalgia dei mari aperti, offrono l’opportunità di riscoprire un classico sotto una luce completamente nuova.
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