“I Paladini di Francia”: rassegna critica della stampa e della ricezione letteraria
La nuova edizione de I Paladini di Francia, pubblicata da Polidoro Editore con la prefazione della filologa Maria Di Maro, ripropone al pubblico contemporaneo una pietra miliare della letteratura cavalleresca. Quest’opera, nata a dispense tra il 1858 e il 1860 e storicamente attribuita a Giusto Lodico, un umile maestro privato siciliano privo di diploma, ha profondamente segnato l’identità culturale e l’alfabetizzazione del Meridione, in particolare della Sicilia.
Febbraio 2020 – La Sicilia: Il tesoro della memoria e l’alfabetizzazione del popolo
Nell’articolo I Paladini e l’alfabetizzazione del popolo siciliano, Giusy Sciacca accoglie con entusiasmo il ritorno in libreria di questo testo, definendolo “u libru” per antonomasia in Sicilia. L’autrice ne ricostruisce la genesi storica: Giusto Lodico raccolse e ordinò cronologicamente i romanzi e i poemi del Ciclo Carolingio, creando una struttura narrativa labirintica in cui si muovono figure universali come Orlando, l’infido Gano di Magonza, la sfuggente Angelica e Astolfo.
Sciacca evidenzia lo straordinario impatto sociale dell’opera nel secondo Ottocento: in una Sicilia segnata da un diffuso analfabetismo, le dispense di Lodico, successivamente ampliate nel 1902 dall’editore palermitano Giuseppe Leggio, funsero da potente strumento di scolarizzazione di massa. Il popolo imparò a leggere spinto dal desiderio di seguire le avventure dei cavalieri, le cui gesta venivano poi messe in scena dall’Opera dei Pupi, dichiarata nel 2008 patrimonio orale e immateriale dell’Unesco. Questo legame inscindibile continua ancora oggi ad ammaliare il pubblico grazie alle storiche famiglie di pupari attive a Catania, Siracusa e Palermo.
Fonte: La Sicilia
Febbraio 2020 – PressInBag: Gesta eroiche che educano contro i vizi moderni
La recensione critica pubblicata su PressInBag si sofferma sull’alto valore pedagogico ed educativo del volume. Il pezzo riporta la lettura di Cono Cinquepalmi, fondatore del progetto Ambulanza Letteraria, il quale definisce I Paladini di Francia come “l’antivirus perfetto per addomesticare i vizi quotidiani”.
La recensione sottolinea come la narrazione, che accompagna le vite dei paladini dalla nascita fino alla morte, culminando nella tragica battaglia di Roncisvalle, metta in scena un codice d’onore, regole e valori oggi dimenticati. In un’epoca in cui l’istruzione era un privilegio di pochi, lo spettacolo teatrale dei pupi, basato direttamente sulle pagine di Lodico, si faceva veicolo di trasmissione di saperi ed etica, appassionando grandi e bambini e invitando intere generazioni all’ascolto, alla memorizzazione e alla lettura comune.
Fonte: PressInBag
Lisa Terranova (Il Confronto): La fusione di armi e amori che rapisce il lettore
Nel suo contributo critico, Lisa Terranova analizza la struttura artistico-letteraria dell’opera, descrivendola come una magistrale raccolta capace di fondere “armi e amore”. L’autrice paragona l’effetto che la lettura produce sul pubblico a una vera e propria sindrome di Stendhal, in grado di rapire completamente il lettore dinanzi al pathos delle vicende.
Terranova evidenzia l’abilità di Lodico nel combinare fonti eccelse, estrapolando e riordinando episodi tratti dall’Orlando Innamorato del Boiardo, dall’Orlando Furioso dell’Ariosto e dalla Canzone d’Aspromonte. L’articolo pone un accento particolare sulla centralità delle figure femminili: dalla valorosa guerriera Rovenza alla sfuggente Angelica, fino a Cloridiana e Galicella che emergono come co-protagoniste assolute di queste avventure, ispirando direttamente la tradizione orale e i canovacci dei maestri pupari.
Fonte: Il Confronto
Conclusione
La riscoperta de I Paladini di Francia attraverso la stampa specialistica riconosce all’opera di Giusto Lodico un valore che va ben oltre la semplice conservazione editoriale. I critici concordano nel definire questo romanzo corale e labirintico come un pilastro fondante dell’immaginario collettivo meridionale tra l’Ottocento e il Novecento.
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