Disponibilità: Disponibile

Demone custode

Autore: Paolo Sortino
ISBN: 9791281852013

 15,00

Copertina di /Tracciafantasma/

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Descrizione

Protagonista del Demone custode è la voce narrante. L’Io che parla si rende cosciente del fatto che la vita e la morte sono l’una il rovesciamento dell’altra. La nascita della figlia e la morte della madre esprimono sul piano dell’esperienza umana una verità che somiglia molto alle soluzioni matematiche della teoria del caos. I sentimenti, le emozioni, i gesti, le azioni si plasmano nel caos, solo all’inizio dell’osservazione. Nel lungo periodo si dispongono su traiettorie ellittiche ordinate, prendendo la forma della farfalla quale esito grafico dell’attrattore di Lorenz, e più ancora, tangibili come sono, così sofferte e concrete, così tridimensionali.

Un romanzo? Un memoriale funebre sui generis? Forse il racconto di una consapevolezza che germoglia come se leggessimo Il libretto della vita dopo la morte di Gustav Fechner e Succubi e supplizi di Antonin Artaud. Un’intuizione demoniaca sul vero senso della genetica che si manifesta quale somma di scelte personali autenticamente controcorrente; valutazioni soggettive delle generazioni passate, che hanno condotto al qui e ora, alla nostra nascita e al nostro divenire adulti, al compimento di una pedagogia infinita che necessita di infinite generazioni. A un tempo angelico e demoniaco, questo testo dimostra l’equivalenza tra bellezza e follia,
tra creazione e distruzione. Il resoconto di un viaggio orfico ancora possibile nel nostro tempo e oltre. 

Recensioni

Demone custode di Paolo Sortino: letture critiche dalla stampa e dai blog

Una madre muore. Una figlia nasce. Nel mezzo c’è un uomo che prova a capire se esista davvero un ordine nel caos delle nostre vite, una geometria nascosta capace di tenere insieme genealogia, desiderio, dolore e memoria.

Pubblicato da Polidoro Editore nella collana Interzona, Demone custode segna il ritorno alla narrativa di Paolo Sortino dopo quasi dieci anni dall’ultimo romanzo. Ma chiamarlo semplicemente romanzo è probabilmente impossibile: memoir, pamphlet, diario intimo, autobiografia, saggio filosofico e confessione convivono in un libro che rifiuta continuamente le proprie etichette e che sceglie deliberatamente di restare un oggetto narrativo irregolare e inquieto.

2024 – La Lettura / Corriere della Sera: Un requiem pieno di segreti per una madre

Simone Innocenti firma probabilmente il contributo critico più importante apparso sul libro. La recensione si apre proprio dall’incipit folgorante di Demone custode — «Mia madre è morta e non provo nulla» — riconoscendone immediatamente il dialogo con l’incipit dello Straniero di Camus. Ma per Innocenti quella è soltanto una falsa pista: il romanzo di Sortino procede infatti nella direzione opposta rispetto all’indifferenza di Meursault, interrogando invece il legame tra figli e genitori, tra morte e nascita, tra eredità e responsabilità.

La morte della madre e la nascita della figlia diventano così i due poli attorno a cui ruota l’intero libro. Il risultato è un testo che oscilla continuamente tra autobiografia e invenzione, confessione e costruzione letteraria, lasciando volutamente il lettore nell’incertezza su dove finisca la vita e dove inizi la narrativa.

Fonte: La Lettura / Corriere della Sera

18 gennaio 2025 – La Provincia / Stendhal: Il futuro che è presente

Per Gian Paolo Serino Demone custode è il libro di «uno scorticato vivo». La definizione restituisce bene il tono della recensione e forse anche del romanzo stesso: una scrittura che rinuncia a ogni protezione e sceglie di esporsi completamente al lettore.

Serino colloca Sortino accanto agli autori italiani che meglio hanno saputo raccontare il male senza trasformarlo in spettacolo o compiacimento e legge il libro come una riflessione sulla fragilità dell’identità contemporanea e sulla difficoltà di sopravvivere alla propria storia familiare.

La recensione sottolinea inoltre il ruolo della collana Interzona come spazio editoriale disposto a rischiare e a pubblicare libri che non seguono le logiche più prevedibili del mercato italiano.

Fonte:  La Provincia / StendhalAttachment.tiff

15 dicembre 2024 – Il Giornale: Il demone che protegge i nostri mali

Il contributo pubblicato dal Giornale propone forse la lettura più filosofica del titolo. Il demone custode non è semplicemente il dolore, né il lutto, ma quella voce interiore che costringe ciascuno a restare fedele a se stesso e alla propria vocazione.

Secondo l’articolo, il compito di questo demone è impedire che la vita venga completamente anestetizzata dalla quotidianità e dal compromesso. La sofferenza, in questa prospettiva, non è soltanto qualcosa da eliminare ma anche ciò che rende possibile la nostra autenticità. Il libro viene così letto come una riflessione sulla dignità, sulla memoria e sulla necessità di restare fedeli alla propria storia personale.

Fonte:  Il GiornaleAttachment.tiff

Dicembre 2024 – Succede Oggi: Il talento come demone custode

L’articolo di Succede Oggi interpreta il demone custode come il talento stesso: la vocazione che ci accompagna e ci sorveglia, impedendoci di accettare una vita troppo comoda o troppo conforme alle aspettative degli altri.

Il libro diventa così anche una riflessione sul rapporto tra scrittura e responsabilità, tra libertà personale e pressione sociale, tra desiderio individuale e normalizzazione collettiva.

Fonte:  Succede OggiAttachment.tiff

20 settembre 2024 – Satisfiction: Scrivere contro il dolore

Nell’intervista pubblicata da Satisfiction, Sortino racconta la lunga gestazione del libro e il rapporto tra esperienza personale e invenzione narrativa. Emergono con forza il ruolo della scrittura come forma di resistenza e l’idea che il dolore non possa essere eliminato ma soltanto attraversato e compreso.

È probabilmente il contributo che permette di ascoltare più chiaramente la voce dell’autore dietro il romanzo.

Fonte:  SatisfictionAttachment.tiff

Ottobre 2024 – Bon Culture: Una dolorosa introspezione sulla vita e sulla morte

La recensione insiste sulla natura ibrida del testo e sulla capacità di trasformare l’esperienza privata in una riflessione più ampia sulla condizione umana, sul rapporto tra le generazioni e sulla costruzione dell’identità personale.

Fonte:  Bon CultureAttachment.tiff

Conclusione

Le letture dedicate a Demone custode sembrano convergere tutte su un punto: Paolo Sortino ha scritto un libro che non cerca di consolare.

Il lutto, la nascita, la famiglia, la memoria e il desiderio non vengono trasformati in metafore rassicuranti ma restano esperienze vive, contraddittorie e spesso inconciliabili.

Forse il demone custode del titolo è proprio questo: la parte di noi che continua a ricordarci chi siamo stati e chi avremmo potuto essere, impedendoci di dimenticare troppo in fretta il dolore, l’amore e le persone da cui proveniamo.

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