Cuore in esploso di Riccardo Romagnoli: letture critiche dalla stampa e dai blog
Un ragazzo entra nella vita di un artista maledetto nella Firenze del dopoguerra e ne diventa testimone, apprendista, forse figlio spirituale. Intorno a loro si muovono atelier, colline, pensioni, intellettuali stranieri, amori improvvisi e memorie che sembrano appartenere più al mito che alla storia.
Pubblicato da Polidoro Editore nella collana Interzona, Cuore in esploso di Riccardo Romagnoli racconta la figura immaginaria dello scultore Enrico Fra, artista geniale e autodistruttivo ispirato liberamente alle grandi figure irregolari del Novecento italiano. Romanzo di formazione, biografia immaginaria e riflessione sull’atto creativo convivono in un libro che usa l’arte per interrogare la memoria, il desiderio e la violenza del vivere.
9 novembre 2023 – Il Manifesto: Quel desiderio sovrano di raccontare se stessi
Il primo importante intervento critico sul romanzo arriva dalle pagine del Manifesto, dove Massimo Gezzi legge Cuore in esploso come un libro sul desiderio umano di trasformare la vita in racconto. Al centro dell’articolo c’è la figura di Enrico Fra, personaggio che vive nelle contraddizioni e che sembra costruire la propria identità proprio attraverso il conflitto tra creazione e autodistruzione.
Gezzi insiste sul carattere profondamente letterario dell’operazione di Romagnoli e individua nel romanzo una riflessione sul rapporto tra memoria e invenzione, tra biografia e mitologia personale. La storia di Enrico Fra viene letta come il tentativo di salvare qualcosa dall’oblio attraverso la narrazione, anche a costo di deformare i fatti e reinventare continuamente il passato.
Fonte: Il Manifesto
Dicembre 2023 – La Lettura / Corriere della Sera: Nella scatola magica si nasconde un genio
Simone Innocenti firma sulla Lettura probabilmente il contributo più importante dedicato al libro. La recensione definisce il romanzo «una piccola scatola magica» e individua nella figura di Enrico Fra uno dei personaggi più riusciti della recente narrativa italiana.
Secondo Innocenti, Romagnoli costruisce un artista che sembra appartenere contemporaneamente alla Firenze degli anni Cinquanta e a una dimensione quasi mitologica. Intorno a lui si accumulano immagini, colori, ricordi e ossessioni: le colline fiorentine, gli affreschi di Pompei, le fusioni in bronzo, le donne amate e perdute, la sessualità, la memoria della guerra.
La recensione sottolinea soprattutto la qualità della lingua di Romagnoli, definita «scarnifica e priva di compiacimenti», e la capacità del romanzo di raccontare la creazione artistica senza trasformarla in folklore o in semplice agiografia dell’artista maledetto.
Fonte: La Lettura / Corriere della Sera
31 dicembre 2023 – Il Giornale: L’arte di entrare nella carne
Il contributo di Alessandro Gnocchi sul Giornale si concentra invece sulla dimensione materiale dell’arte. Enrico Fra viene descritto come uno scultore dalla sessualità esplosiva e dalla scarsa inclinazione alla carriera, immerso in una piccola comunità cosmopolita nella Firenze del secondo dopoguerra.
Gnocchi individua nel cuore del romanzo il rapporto tra creazione e corpo: Cuore in esploso non racconta soltanto la nascita di un’opera d’arte ma anche il modo in cui l’arte attraversa e modifica la carne di chi la produce. La scultura, il desiderio e la vita diventano così aspetti diversi dello stesso processo creativo.
Particolarmente significativa è la definizione finale della recensione: il romanzo di Romagnoli non si limita a raccontare la creazione artistica ma riesce letteralmente a «entrare nella carne del creato».
Fonte: Il Giornale
Gennaio 2024 – Stendhal / La Provincia: Un artista contro il proprio tempo
Nel contributo pubblicato su Stendhal, Gian Paolo Serino legge il libro soprattutto come un romanzo sul conflitto tra l’artista e il proprio tempo storico. Enrico Fra appare come una figura refrattaria alle logiche della carriera e del successo, interessata unicamente alla ricerca della forma perfetta e della verità estetica.
La recensione insiste sul carattere profondamente europeo del romanzo e sulla sua capacità di restituire una Firenze lontana dalle cartoline e dalle immagini turistiche, trasformandola in un laboratorio culturale dove convivono arte, politica, desiderio e memoria del Novecento.
Fonte: Stendhal / La Provincia
La critica e il mito dell’artista
Le recensioni dedicate a Cuore in esploso sembrano convergere tutte sullo stesso punto: il vero protagonista del libro non è soltanto Enrico Fra ma il mistero stesso della creazione artistica.
Romagnoli evita accuratamente il cliché dell’artista maledetto e costruisce invece un personaggio contraddittorio, vitale, spesso sgradevole, capace di grande generosità e di altrettanta distruzione. La sua arte non nasce dall’ispirazione ma dall’ossessione, dalla ripetizione, dalla memoria e dal desiderio di dare forma a qualcosa che continua a sfuggire.
Conclusione
Le letture dedicate a Cuore in esploso raccontano tutte lo stesso libro da prospettive diverse: un romanzo sulla memoria, sulla trasmissione e sul rapporto tra maestro e allievo, ma anche una riflessione sulla possibilità stessa dell’arte nel Novecento.
Forse il vero cuore in esploso del titolo non è quello di Enrico Fra ma quello della creazione artistica: qualcosa che illumina e distrugge nello stesso momento, lasciando dietro di sé opere, rovine e racconti destinati a sopravvivere ai loro autori.
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