Come un mattino texanodi Michele Neri: cosa ne ha detto la critica
Un uomo è morto, o forse sta per morire. Davanti a lui si apre una scelta che l’umanità non ha mai avuto prima: conservare il corpo e i ricordi oppure attraversare la soglia e diventare altro, una coscienza immortale liberata dalla materia.
Pubblicato da Polidoro Editore nella collana Interzona, Come un mattino texano è probabilmente il libro più apertamente metafisico del catalogo Polidoro: un romanzo di fantascienza esistenziale che mette insieme amore, memoria, identità e tecnologia, interrogandosi su cosa resterebbe di noi se rinunciassimo alla nostra fragilità umana.
Aprile 2023 — D di Repubblica:Ma saremo davvero felici?
Il primo grande contributo arriva dalle pagine di D Repubblica, dove Laura Piccinini sceglie di affrontare il libro partendo dalla domanda centrale del romanzo:
cosa saremmo disposti a sacrificare in cambio dell’immortalità?
Il protagonista Traven si trova infatti davanti alla possibilità di abbandonare il corpo e trasferire la propria coscienza in una nuova forma di esistenza digitale. Ma insieme al dolore, alla malattia e alla morte rischia di perdere anche i ricordi, l’amore e tutto ciò che rende unica un’esperienza umana.
L’intervista mette in luce soprattutto la natura sentimentale del libro: sotto l’impianto fantascientifico si nasconde infatti una grande storia d’amore e una riflessione sul desiderio di continuare a esistere nello sguardo dell’altro.
Particolarmente interessante è il parallelo che Neri stabilisce tra il Metaverso immaginato dal romanzo e le intelligenze artificiali contemporanee: non tecnologie che sostituiscono l’uomo, ma strumenti che rischiano di renderlo progressivamente incomprensibile agli altri esseri umani.
Fonte: D Repubblica, aprile 2023 (Laura Piccinini).
Luglio 2023 —Il Giornale – Se il libro è una particella che galleggia nell’infinito
Alex Pietrogiacomi inserisce Come un mattino texano all’interno della nuova narrativa italiana di confine nata attorno alla collana Interzona e lo definisce un libro sospeso tra fantascienza, flusso di coscienza, allucinazione ed esistenzialismo.
Il cuore del romanzo diventa la figura di Traven, uomo e fantasma insieme, costretto a confrontarsi con il proprio passato mentre il mondo si prepara a superare definitivamente il corpo biologico.
Pietrogiacomi legge il romanzo come un doloroso memoir del futuro e accosta l’immaginario di Michele Neri tanto a Ghost in the Shell quanto a Io sono leggenda, insistendo soprattutto sulla sua capacità di trasformare il transumanesimo in una questione emotiva prima ancora che tecnologica.
Fonte:Il Giornale![Attachment.tiff]()
Luglio 2023 —Carmilla – Quel vecchio cuore bugiardo
Tra gli approfondimenti più interessanti dedicati al libro c’è quello pubblicato da Carmilla, che legge il romanzo come un vero e proprio viaggio iniziatico tra vita e morte.
L’articolo insiste su un aspetto che molte altre recensioni lasciano sullo sfondo: il carattere profondamente filosofico del romanzo. Traven non attraversa soltanto una soglia tecnologica ma una soglia ontologica, interrogandosi su cosa significhi davvero continuare a esistere quando il corpo e la memoria non coincidono più.
Secondo Carmilla, il libro riesce a essere contemporaneamente una meditazione sulla morte, una storia d’amore e una riflessione sulla costruzione dell’identità in un’epoca dominata dalle simulazioni digitali.
Fonte:Carmilla Online – Quel vecchio cuore bugiardo![Attachment.tiff]()
Giugno 2023 —Magma Magazine – Traven nel bardo
Probabilmente la lettura critica più approfondita del romanzo arriva da Magma Magazine, che individua nel concetto buddhista di bardo la vera chiave interpretativa del libro.
Traven viene descritto come una presenza sospesa tra due mondi, incapace di abbandonare completamente la vita ma non più pienamente appartenente ad essa. Il romanzo diventa così una lunga meditazione sul lutto, sulla memoria e sulla necessità di essere ricordati.
L’articolo mette inoltre in evidenza il debito del libro nei confronti di J.G. Ballard, in particolare di The Atrocity Exhibition e Terminal Beach, e individua nella fotografia e nell’immagine uno degli elementi strutturali più originali del romanzo.
Fonte:Magma Magazine – Traven nel bardo![Attachment.tiff]()
Maggio 2023 —Sicilian Post – Il conflitto fra scienza opaca e memoria umana
La recensione di Sicilian Post concentra invece l’attenzione sul conflitto tra tecnologia e memoria.
Il punto decisivo del romanzo non sarebbe infatti l’immortalità in sé ma il prezzo che essa richiede: rinunciare ai propri ricordi significa rinunciare anche alla propria identità e ai legami costruiti durante la vita.
L’articolo avvicina il libro all’immaginario di Eternal Sunshine of the Spotless Mind e alla fantascienza sentimentale contemporanea, leggendo Come un mattino texano come una riflessione sul diritto umano all’imperfezione e alla perdita.
Fonte:Sicilian Post – Il conflitto fra scienza opaca e memoria umana![Attachment.tiff]()
Una fantascienza che parla d’amore
La cosa più interessante è forse questa: quasi nessuna recensione parla davvero di tecnologia.
Tutte, prima o poi, finiscono per parlare d’amore.
Perché il cuore del romanzo non è il transumanesimo, il Metaverso o l’intelligenza artificiale.
La vera domanda del libro è molto più antica:
chi saremmo se perdessimo la memoria delle persone che abbiamo amato?
Recensioni
Non ci sono ancora discussioni.