Assedio animale di Vanessa Londoño: letture critiche dalla stampa e dai blog
Un villaggio immaginario della Colombia dove piove senza sosta. Corpi mutilati che conservano memoria del dolore. Una comunità segnata dalla violenza coloniale, patriarcale e paramilitare. Quattro voci che raccontano una storia collettiva in cui il confine tra realtà, mito e allucinazione si dissolve.
Assedio animale è il romanzo di esordio della scrittrice colombiana Vanessa Londoño. Ambientata nell’originaria Hukumeji, sulle rive del fiume Don Diego, il libro trasforma episodi realmente accaduti durante il conflitto colombiano in una narrazione poetica e visionaria dove il corpo diventa il luogo in cui la storia imprime le proprie ferite.
2 novembre 2022 – Il Foglio: Assedio animale, articolo di Francesca Pellas
Francesca Pellas lo presenta come un romanzo in cui memoria e violenza si intrecciano attraverso una geografia immaginaria profondamente radicata nella storia della Colombia. Hukumeji è descritta come un luogo sospeso tra realtà e invenzione, dove la pioggia incessante accompagna il riaffiorare dei ricordi e dei traumi. I personaggi incarnano le conseguenze della brutalità del conflitto colombiano. Pellas evidenza la qualità della scrittura, definita “lirica e limpida”, capace di raccontare l’orrore senza cedere alla spettacolarizzazione della violenza. Il concetto di “animalità” che per l’autrice coincide con il desiderio e la forza vitale, restituisce umanità ai corpi marginalizzati e dimenticati dalla storia.
Fonte: Il Foglio
10 gennaio 2023 – L’Eco del nulla: Fantasmi decoloniali,articolo di Diletta Crudeli
Nel saggio di Diletta Crudeli, Assedio animale viene analizzato accanto a Fantasmi di famigliadi Maisy Card come esempio di narrativa contemporanea che utilizza mito e folklore per affrontare l’eredità del colonialismo. Crudeli sostiene che il romanzo non offra al lettore punti di riferimento rassicuranti ma lo costringe ad attraversare un paesaggio di soprusi e mutilazioni, Hukumeji diventa una geografia dell’orrore in cui la violenza esercitata sui corpi riflette quella esercitata sul territorio.
L’orrore rimane sempre visibile ma viene restituito attraverso immagini poetiche che trasformano il paesaggio stesso in un organismo vivente, in cui terra, fiume e corpo umano finiscono per coincidere. Crudeli interpreta il romanzo come una riflessione decoloniale: non è soltanto la denuncia delle violenze perpetrate durante il conflitto colombiano ma la restituzione della parola a soggettività storicamente marginalizzate. Assedio animale invita il lettore occidentale a mettere in discussione il proprio sguardo e i modelli culturali dominanti, immaginando nuove forme di racconto e di memoria.
Fonte: L’Eco del nulla
2 dicembre 2022 – Il Venerdì di Repubblica: Assedio Animale
“Servendosi di una lingua composita, che spazia dal lirismo alle sporcature della parlata indigena, Vanessa Londoño trascina il lettore in una storia dell’orrore il cui filo conduttore è la mutilazione: del corpo, della memoria, della natura. Descrizione di una comunita immaginaria nella quale ognuno ha perso qualcosa, il libro è un’allegoria brutale della Colombia e delle Americhe di oggi, lontana da qualunque tratto ‘magico’ “
Fonte: Repubblica
Conclusione
Le letture critiche dedicate a Assedio animale convergono su alcuni elementi fondamentali. Da un lato emerge la straordinaria qualità della scrittura, capace di raccontare la violenza con una lingua poetica, intensa e mai compiaciuta. Dall’altro il romanzo viene riconosciuto come una riflessione sul trauma storico della Colombia in cui il corpo diventa archivio della memoria e il paesaggio stesso partecipa al racconto della sofferenza.
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