Anni ombra di Alberto Casadei: letture critiche dalla stampa e una cornice sul percorso dell’autore
Pubblicato da Polidoro Editore nel 2025 nella collana Interzona, Anni ombra di Alberto Casadei è un prosimetro costruito attorno alla figura di Angelo C., colpito da un ictus durante i festeggiamenti del Duemila e costretto da quel momento a una lunga ricostruzione del proprio linguaggio, della propria fisionomia e del proprio rapporto con la storia collettiva. Il libro si presenta fin da subito come un’opera ibrida, sospesa tra prosa, poesia, saggio e autobiografia deformata.
21 novembre 2025 – Corriere Fiorentino: un prosimetro dalla natura indecidibile
Nella video recensione firmata da Vanni Santoni per il Corriere Fiorentino, Anni ombra viene presentato soprattutto come un libro difficilmente classificabile. Il pezzo insiste sul fatto che il testo si muova continuamente tra prosa e poesia, racconto e saggio impersonale, e riassume l’opera come un prosimetro dalla “natura indecidibile”, capace di cambiare forma a seconda dello sguardo con cui lo si osserva. Più che su una trama tradizionale, la segnalazione mette l’accento sulla struttura del libro e sulla sua ambizione formale.
Fonte: Corriere Fiorentino.
30 settembre 2025 – Le parole e le cose: un’opera tra memoria, Cloud e dispersione del soggetto
Nel lungo intervento pubblicato su Le parole e le cose, Francesco Gallina presenta Anni ombra come una delle imprese più radicali e visionarie della narrativa italiana recente. La lettura riassume il libro come un testo che tiene insieme versi, commento, narrazione e digressione metatestuale, trasformando la scrittura in un organismo in continuo mutamento. Il contributo insiste in particolare sul rapporto tra memoria e tecnologia, sul ruolo del Cloud come spazio cognitivo collettivo e sul fatto che Anni ombra si nutra costantemente dell’equilibrio tra affioramento e sparizione, accumulo e perdita.
Fonte: Le parole e le cose.
29 marzo 2024 – La letteratura e noi: nel precedente romanzo una ricerca già orientata verso frammentazione e connessioni
Per leggere meglio Anni ombra, può essere utile guardare anche a una recensione dedicata a La suprema inchiesta, il precedente romanzo di Casadei. Nel pezzo pubblicato da La letteratura e noi, il libro viene riassunto come una narrazione che parte da un’indagine giudiziaria ma si allarga rapidamente verso una molteplicità di ricerche individuali, connessioni storiche e riflessioni sul presente. La recensione sottolinea che già lì Casadei lavorava su una forma narrativa aperta, fondata più sul cercare e sul collegare che sulla semplice soluzione di un intreccio. In questo senso, il contributo aiuta a leggere Anni ombra come un ulteriore sviluppo di una scrittura che tende a espandersi oltre i limiti del romanzo tradizionale.
Fonte: La letteratura e noi.
7 settembre 2023 – doppiozero: una narrativa che rifiuta il romanzo come puro meccanismo di trama
Anche l’intervento pubblicato su doppiozero a proposito di La suprema inchiesta offre una cornice utile. Giuseppe Lupo legge il romanzo di Casadei come un testo che non obbedisce alle regole del romanzo inteso come semplice meccanismo di suspense, ma lavora invece per aggiunte, connessioni, inclusioni e ricapitolazioni di un’epoca. Il contributo mette in evidenza una scrittura che tende ad allargare il campo, a intrecciare livelli diversi del reale e a usare la forma narrativa per interrogare una crisi storica e morale più ampia. Anche questo elemento torna utile per comprendere Anni ombra, che sembra portare ancora più avanti quella stessa tensione a una forma ibrida e mobile.
Fonte: doppiozero.
Conclusione
Le letture finora emerse su Anni ombra restituiscono l’immagine di un libro volutamente irregolare, letto prima di tutto come opera di confine tra generi e come dispositivo di memoria, dispersione e ricomposizione. La ricezione più direttamente dedicata al volume insiste sulla sua natura di prosimetro e sulla sua forza sperimentale; i contributi sul precedente percorso narrativo di Casadei aiutano invece a collocarlo in una traiettoria più ampia, dove il racconto tende sempre più a farsi rete di connessioni, interrogazione del presente e forma aperta.
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