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Alma che visse in fondo al mare

Autore: Martin Rua
ISBN: 9788885737624

 16,00

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Descrizione

Procida, 1960. Napoleone Lubrano di Scampamorte è uno dei più giovani e abili pescatori della Corricella. Le sue doti immersive sono note in tutta l’isola, al punto da far sembrare i fondali marini il suo habitat e giustificare il suo nome, legato a uno strano pesce che abita le acque del Mar Rosso.

Ma Napoleone ha anche un altro talento: la pittura. I suoi quadri, in particolare i suoi ex-voto, sono tra i più apprezzati di Procida e ben presto le sue opere, maturate anche grazie all’apprendistato dall’artista dell’isola, il solitario zio Vastiano, gli conferiscono il titolo di Caravaggio di Procida.

Arte e pesca sono il pane quotidiano di Napò, almeno fino a quando sull’isola non arriva dall’America Alma Scotto di Santillo, la bella figlia italo-giamaicana di un illustre comandante di petroliere. Il loro incontro sconvolgerà per sempre le esistenze dei due che, aiutati dalla magia di Procida – le sue vie, i suoi fondali, i suoi colori – in una sola estate dovranno fare i conti con i loro sentimenti, e le possibili conseguenze.

Con Alma che visse in fondo al mare Martin Rua, utilizzando gli strumenti della fiaba e il linguaggio dell’arte pittorica, scrive un’epopea il cui centro è una forza capace di annullare lo spazio e il tempo: l’amore.

Recensioni

Alma che visse in fondo al mare di Martin Rua: letture critiche dalla stampa e dai blog

La storia si snoda tra passato e presente attraverso una narrazione a cerchi concentrici che unisce l’America moderna e la Procida degli anni Sessanta. Protagonista è Napoleone Lubrano di Scampamorte, un pescatore della Corricella con una strana protuberanza sulla fronte ed un talento artistico fuori dal comune: dipinge ex-voto ispirandosi a Caravaggio, tanto da guadagnarsi la fama di “Caravaggio procidano”. La sua vita cambia radicalmente durante un’estate, con l’arrivo sull’isola di Alma Scotto di Santillo, una tredicenne italo-giamaicana legata a Procida per via del padre, comandante di petroliere. Tra i due ragazzi sboccia un amore estivo travolgente che, sebbene consumato nell’arco di una sola stagione, segnerà i destini di entrambi per il resto dei loro giorni, sfidando il tempo, lo spazio e la forzata distanza geografica.

Pubblicato da Polidoro Editore, Alma che visse in fondo al mare rappresenta una svolta importante nella produzione di Martin Rua, autore napoletano che per la prima volta si allontana dai territori del giallo e del thriller per misurarsi con una storia fortemente romantica e intrisa di realismo magico.

24 Marzo – LuciaLibri: Una prova d’equilibrio romantico che schiva le insidie del genere

L’articolo evidenzia come Martin Rua sia riuscito a schivare con delicatezza e solida coerenza ogni forma di banalità, melensaggine o smanceria, costruendo una storia e dei sentimenti assolutamente attendibili.

La recensione loda il valore dello scenario storico-geografico, riprodotto filologicamente e con assoluto rispetto delle tradizioni locali. Il testo viene descritto come una riuscita circumnavigazione intorno a una moltitudine di “isole reali e metaforiche”, in cui la famiglia, la coppia e la comunità scelgono di connettersi tra loro sull’impulso di quel collante universale che è l’amore. L’impatto emotivo sul lettore viene definito totale, al punto da far desiderare che “all’ultima pagina non si arrivasse mai”.

Fonte: LuciaLibri

20 Aprile 2022 – Eroica Fenice: Una perla editoriale densa di poesia tra arte e insularità

L’opera viene accolta come una “vera perla editoriale”, un testo poetico capace di raccontare un legame eterno con la freschezza e l’immediatezza di una favola. L’analisi si concentra sulla figura di Napò, un personaggio che vive l’acqua come il suo elemento naturale e che concepisce l’arte e la pesca come il proprio pane quotidiano, rifiutando persino di attribuire un valore economico ai suoi dipinti.

La critica evidenzia come Procida non sia un semplice sfondo scenografico, ma assurga a vera e propria co-protagonista e simbolo dell’unione tra i due amanti. Il legame viscerale di Napoleone con l’isola si esprime nella sua totale incapacità di allontanarsene, guidato dalla convinzione che lo spazio stesso — e l’amore di cui è effigie — smetterebbe di esistere senza il suo sguardo artistico pronto a ricrearlo.

Fonte: Eroica Fenice

19 Aprile 2022 – Grado Zero: La Procida metafisica tra spiritismo, superstizione e legami medianici

L’articolo si focalizza sui “misteriosi richiami ancestrali” e sulle forze occulte che muovono i destini dei due coprotagonisti, rintracciando un affascinante parallelismo tra le culture del Sud del mondo.

L’articolo evidenzia come la superstizione popolare e la magia condizionino profondamente le relazioni: da un lato la tradizione africana Obeah e la stregoneria evocate dai rami medianici di Alma; dall’altro il malocchio, lo spiritismo e le profezie legati all’albero genealogico di Napò, il quale si scopre capace di superare in chiaroveggenza una vecchia zia fattucchiera, dipingendo il futuro nelle sue stesse tele. L’arte, in questa chiave metafisica, diventa lo strumento definitivo in grado di abbattere le leggi della fisica, sconfiggendo distanze, asincronicità e cospirazioni.

Fonte: Grado Zero

Conclusione

Alma che visse in fondo al mare viene celebrato come un omaggio sincero, filologico e visionario all’isola di Procida, in cui le dinamiche terrene dell’arte e della distanza si mescolano a una fitta rete di esoterismo e credenze popolari, regalando ai lettori una grande epopea romantica che sconfina felicemente nella metafisica.

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